Da Cento a Scampia «Noi, sulle terre sottratte alla mafia»
CENTO. «Siamo carichi e contenti, pronti ad intraprendere questa esperienza a Scampia, sulle terre confiscate alla mafia e gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra». I sette giovani centesi...
CENTO. «Siamo carichi e contenti, pronti ad intraprendere questa esperienza a Scampia, sulle terre confiscate alla mafia e gestiti dalle cooperative sociali di Libera Terra».
I sette giovani centesi diretti sulle terre di Libera, sono partiti ieri mattina dalla stazione ferroviaria di Bologna, diretti a Napoli. Si tratta per la precisione di Edoardo Accorsi, Lorenzo Ferrini, Emanuele Callegari, Giacomo Tassinari, Nicole Tatti, Eleonora Cantori e Agnese Cerritelli. I giovani, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, rimarranno a lavorare sulle terre confiscate alla mafia, fino al 9 agosto. Contattato telefonicamente ieri nel primo pomeriggio, Edoardo (responsabile del viaggio da Cento) racconta: «Siamo appena scesi dal treno alla stazione di Napoli. Ora dovremo raggiungere il quartiere di Scampia, che si trova all'estrema periferia a nord della città. Qui, monteremo le nostre tende e saremo pronti a svolgere tutte quelle attività che ci verranno proposte. L'atmosfera nel gruppo è davvero bella. Siamo davvero felici di vivere, attraverso il presidio di Libera del Centopievese, questa avventura nei campi di volontariato e formazione sui beni confiscati alla mafia».
Sarà una settimana intensa, quella che attende i sette ragazzi partiti da Cento; un periodo che li vedrà impegnati in una triplice attività ma con l'obiettivo unico di diffondere una cultura fondata sulla legalità e giustizia sociale che possa efficacemente contrapporsi alla cultura della violenza, del privilegio e del ricatto. «La mattina – riferisce Edoardo Accorsi - lavoreremo nei campi agricoli o alla ristrutturazione e risistemazione del bene, mentre al pomeriggio parteciperemo alla formazione e a una serie di incontri con il territorio per uno scambio interculturale, per parlare e riflettere su mafia e legalità».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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