Futuro del polo chimico l’impegno di Franceschini
Il ministro ci mette la faccia nel corso di un incontro con sindacati e Comune In preparazione un “dossier Ferrara” per ribadire a Eni le potenzialità del sito
FERRARA. Dopo le luci inaugurate sul Listone sabato sera, le luci da tenere accese al petrolchimico. I sindacati hanno approfittato della presenza in città del ministro Dario Franceschini per farlo sedere a un tavolo, ieri mattina in municipio, in modo da esprimergli tutte le loro preoccupazioni sul tema, nonostante la firma del verbale di incontro in cui Eni, appena giovedì scorso, ha confermato gli impegni su sviluppo e competitività nel settore della chimica. Presenti all’incontro, assieme al titolare del ministero della Cultura e del Turismo, l’assessore comunale Caterina Ferri, il deputato del Pd Alessandro Bratti (nelle vesti di relatore del collegato ambientale Green Economy), i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Raffaele Atti, Paolo Baiamonte e Massimo Zanirato, e i segretari di settore Mauro Cavazzini, Stefano Mantovani e Michele Mazzolenis.
«Assicuro l’impegno del governo e il mio personale, nonostante non sia materia del mio dicastero, nella valorizzazione di Ferrara rispetto alla strategia industriale del Gruppo Eni», ha detto Franceschini nel corso del faccia a faccia, durato poco più di mezz’ora, di fronte ai rappresentanti dei lavoratori i quali hanno manifestato anche in questa circostanza i loro timori rispetto ad un cambiamento di rotta del nuovo Cda dell'azienda che parrebbe voler trasformare Eni in una oil company, abbandonando gradualmente la chimica, che resta invece, a parere dei sindacati e dell'Amministrazione comunale, vitale per il Paese e per la nostra città. «L’accordo ministeriale dei giorni scorsi è importante - sottolinea Mantovani (Femca-Cisl) al termine del summit - tuttavia non è certamente risolutiva di tutti i problemi che sono in campo. Serve un nuovo piano industriale di Eni che dia rassicurazioni rispetto al futuro della chimica e della raffinazione». Cavazzini (Filctem-Cgil) sottolinea che «quel che chiediamo al governo, il quale lo ricordo ha in mano il 30% di Eni, non è una mediazione tra le parti, quanto un impegno forte per una politica industriale che riesca a mantenere le eccellenze esistenti e guardi al futuro della chimica verde e delle nuove tecnologie».
L'obiettivo deve essere quello, recita una nota congiunta stilata dopo la fine dell’incontro, «di creare le condizioni affinché si sviluppino nuove politiche di investimento sul sito ferrarese, partendo da quanto di buono è stato fatto in questi anni, che ha reso Ferrara un modello di eccellenza nel contesto nazionale». In preparazione c’è anche un vero e proprio dossier Ferrara, che a breve sarà messo nero su bianco da Comune e parti sociali; documento da consegnare a governo ed Eni per rimarcare le opportunità che il polo chimico cittadino può offrire.
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