«Garibaldi qui trovò tanti amici»
Tante commemorazioni dello sbarco, concerto rinviato per pioggia
LIDO NAZIONI. Ieri ricorreva il 165º anniversario dello storico sbarco di Garibaldi e Anita sulla costa comacchiese, definito da Davide Mantovani del Museo del Risorgimento di Ferrara come «Un naufragio, un evento miracoloso, come miracolosa è la conservazione di questo capanno – ha detto lo studioso - e la loro memoria deve restare, perché vogliamo un Paese che non sia privo di memoria».
Alla commemorazione di ieri (rinviato per maltempo il concerto serale) hanno partecipato diverse autorità militari e civili, tra cui il vicesindaco Denis Fantinuoli, che ha pronunciato un discorso incentrato sui valori di fratellanza, uguaglianza, libertà e indipendenza, propugnati da Giuseppe Garibaldi. «Voglio ricordare insieme a voi – le parole del vicesindaco –, l’uomo Garibaldi, in fuga dagli austriaci, che si è rimesso all’accoglienza della nostra gente e di questo capanno, trovando l’appoggio e la solidarietà di tanti giovani, i quali con la loro protezione gli hanno permesso di coronare il sogno di un’Italia unita».
Altri i momenti celebrativi sul territorio, con deposizione di corone alla lapide collocata sulla sommità della loggia del grano a Comacchio, alla tomba di Gioacchino Bonnet nel cimitero lagunare, sino a quelle a Porto Garibaldi in piazza 3 Agosto e davanti alla scultura di Nicola Zamboni e Sara Bolzani, in viale Ugo Bassi, raffigurante Anita e Garibaldi. Presenti anche l’assessore al bilancio Sara Bellotti, il consigliere Michele Modonesi, le rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’arma e i volontari dell’associazione Amici del Capanno Garibaldi, che hanno organizzato la manifestazione, in collaborazione con il Comune. (k.r.)
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