«Giustizia per Bruno, aspetto ancora risposte»
Il papà della vittima: «Deluso dall’amministrazione su dissuasori, velox e illuminazione»
FERRARA. «Non ho avuto le risposte che cercavo. Ma se qualcuno pensa che mi arrenderò si sbaglia di grosso, andò fino in fondo». Venerdì scorso Pasquale Ruberto, papà di Bruno - il ventenne travolto e ucciso da un’auto mentre attraversava in bici via Modena per tornare a casa - aveva incontrato il sindaco Tagliani, l’assessore Modonesi e il vicecomandante della Municipale, Rebecchi, per parlare della pericolosità della strada e degli accorgimenti per renderla più sicura. Misure che, ricorda il signor Ruberto, aveva chiesto già nel 2008, in particolare un passaggio pedonale. «L’hanno messo in un punto inutile, sbagliato», si lamenta. E aggiunge: «Ho altri due figli, guai se dovesse succedere qualcosa anche a loro».
L’incontro di venerdì, continua, è stato deludente «perché alla fine è rimasto solo il vuoto». Un esempio: la richiesta di dotare la strada di dissuasori di velocità, «visto che nessuno rispetta i limiti. Mi hanno risposto che in quel punto non è possibile perché ci passano i mezzi di soccorso. E allora devono spiegarmi perché a Vigarano Pieve, dove i mezzi di soccorso passano ugualmente, i dissuasori invece ci sono».
Il signor Ruberto aveva anche chiesto di installare dei tutor o degli autovelox: «Mi hanno detto che l’organo competente è la Prefettura, non vorrei che fosse un rimpallo di responsabilità. Voglio fatti concreti, non parole».
Anche sull’illuminazione il papà di Bruno ha qualcosa da puntualizzare: «C’è un solo lampione, nemmeno sempre funzionante, e non è sufficiente». Il signor Ruberto esprime tutta la sua rabbia e il suo dolore per la perdita «di un figlio d’oro. Insieme a lui sono morto anch’io».
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