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La malattia non si cura, ma si “corregge”

La malattia non si cura, ma si “corregge”

Una company ferrarese all’avanguardia nella terapia genica: «Così trattiamo le cellule»

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«Quale sarà il futuro della terapia medica tra vent’anni? Produrre meno farmaci e individuare forme di cura che modifichino le caratteristiche delle cellule».

Così inizia il colloquio con Michele Simonato, professore di Farmacologia del Dipartimento di Scienze Mediche dell’ Università di Ferrara e presidente di NuvoVec, Start Up innovativa e spin-off della stessa Università. La company è stata a Londra, come premio per essere stata selezionata tra altre migliaia di società europee. Con altre trecento Start up, ha avuto l’opportunità di presentare la propria attività a una platea di imprenditori. Il futuro, per Simonato, è costituito dalla terapia con cellule staminali e dalla terapia genica. Quest’ultima in particolare ha l’obiettivo di modificare i geni che le cellule producono. Molte malattie infatti, sono causate da un’alterazione genetica. «Se, per esempio, una malattia è causata da dalla mancanza di un gene, questo lo si potrà reintrodurre». Oppure sarà possibile far produrre alle cellule delle proteine che esse non sono in grado di fare. In sostanza, si potranno correggere i prodotti genici patogeni all’interno delle cellule. Come si fa a inserire i geni all’interno delle cellule?

«Attraverso i virus», afferma Simonato - in quanto essi hanno la possibilità di inserirsi all’interno delle cellule. Ovviamente questi virus vanno ingegnerizzati, in modo da non produrre geni patogeni ma terapeutici.

«Tutti i nostri concorrenti utilizzano virus molto piccoli, all’interno dei quali è possibile inserire solamente un gene alla volta». NuvoVec propone invece di utilizzare il virus dell’ herpes simplex (HSV), «perché è molto grande ed è quindi possibile inserire grandi combinazioni di geni, anche cinque o molti di più».

L’obiettivo è quello di offrire ai ricercatori di oggi e ai medici di domani lo sviluppo di nuovi prodotti terapeutici, in particolare appunto un virus reso non replicativo, cioè non patogeno. Le applicazioni riguardano soprattutto la terapia cellulare, la terapia genica, la medicina rigenerativa e la identificazione di nuovi farmaci. Tutto ciò non è più una possibilità remota, perché «un anno e mezzo fa, è stato introdotto nel mercato il primo vettore virale per la terapia genica ed è stato registrato dall’agenzia dei medicinali per la comunità europea». L’obiettivo è anche quello di sviluppare farmaci individualizzati, tramite lo studio di cellule adulte provenienti da tessuti ammalati, utili anche per lo studio della patologia.

«NuvoVec è stata fondata nell’ottobre 2013, e da quando si è costituita ha ricevuto vari premi e riconoscimenti, dapprima regionali per l’innovazione, poi nazionali. Recentemente è stata selezionata come una delle 12 migliori Start Up europee ed è l’unica italiana che si occupa dell’ambito medico. La società è composta da ricercatori del Dipartimento di Scienze Mediche (Sezione di Farmacologia) e del dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie (sezione di Microbiologia) dell’Università di Ferrara che collaborano con colleghi dell’ University of Pittsburgh Medical Center (Usa).

Veronica Capucci

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