A Voghiera il villaggio dei mille colori
VOGHIERA. In un clima di canti, balli e costumi si sono esibiti in palestra domenica scorsa, nel corso dell'Open day, i quasi cento partecipanti, tra ragazzi ed accompagnatori, al Villaggio...
VOGHIERA. In un clima di canti, balli e costumi si sono esibiti in palestra domenica scorsa, nel corso dell'Open day, i quasi cento partecipanti, tra ragazzi ed accompagnatori, al Villaggio internazionale organizzato dalla sezione Cisv di Ferrara, che si concluderà giovedi. I ragazzi provengono, oltre che dall'Italia, da Austria, Argentina, Brasile, Finlandia, Germania, Israele, Corea, Lituania, Macedonia, Messico, Norvegia, Portogallo, Svizzera e Ungheria. Ogni gruppo si è esibito in balli e canti della loro tradizione popolare. Tutte le esibizioni sono state molto applaudite. Soprattutto il tango argentino, le canzoni sud tirolese e la simpatica esibizione dei coreani abili nel rompere, con piedi e mani,le tavolette di legno. Nel finale il gruppo italiano ha trascinato tutti in pista danzando e ballando sulle note della canzone "Gioca Jouer". Per quattro settimane i partecipanti al Villaggio Internazionale hanno alloggiato nelle aule dell'istituto comprensivo di Voghiera dove, dal lunedì al venerdì, gli animatori coinvolgevano i ragazzi, tutti di 11 anni, in giochi, animazioni e momenti di incontro. Nei fine settimana invece i ragazzi erano ospiti di 50 famiglie di Voghiera e Ferrara. «Lo scopo - ha spiegato Maria Teresa Sammarchi presidente del Cisv Ferrara - è quello di dare ai ragazzi l'opportunità di sperimentare il fascino e la ricchezza delle differenze culturali, educandoli alla pace e favorendo le amicizie interculturali». Il Cisv (Children's International Summer Village) impone alle proprie sezioni di organizzare almeno un campo ogni quatto anni. «Sono anni - ha detto Paolo Lupini, assessore del Comune di Voghiera - che ospitiamo questa manifestazione mettendo a disposizione i locali della scuola e della palestra. Siamo orgogliosi che i ragazzi ritornando nei loro paesi d'origine, alcuni lontanissimi, portino il ricordo del nostro piccolo comune». Nel finale dell'Open day tutti i ragazzi sono usciti in cortile, per formare una catena di solidarietà, e ogni gruppo ha salutato il pubblico nella sua lingua. Il villaggio è completamente autogestito da volontari compresi i cuochi che, giornalmente, preparavano i pasti.
Giuliano Barbieri
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