Carotaggi in salsa viennese
Studiosi sui Lidi per conto dell’Università austriaca
PORTO GARIBALDI. Giornate in parte rovinate dal maltempo, ma i prelievi e gli studi sono stati eseguiti senza particolari problemi al largo della nostra costa, con tanto di divieto di navigazione entro il raggio di 500 metri e comunque di procedere a bassa velocità nell’area di ricerca per evitare il moto ondoso emanato dalle sedi della Guardia Costiera di Porto Garibaldi e Chioggia (Ve).
I nostri Lidi anzi, il nostro mare, per una volta è diventato oggetto di studio nell’ambito del progetto universitario denominato
“Ecologia storica del Mare Nord Adriatico”, nato all’Istituto di paleontologia dell’Università di Vienna, il quale si è poi appoggiato all’Istituto di ricerche marine Cnr-Ismar, ovvero l’Istituto di scienze marine con sette sedi in Italia, quella centrale a Venezia.
«Il nostro gruppo si occupa soprattutto di inquinamento – ci spiega il dottor Daniele Cassin del Cnr-Ismar, ma in questo caso siamo stati contattati dall’Università di Vienna perché siamo profondi conoscitori della zona ed abbiamo tutte le strumentazione necessarie per i campionamenti. Si è così cercato di lavorare insieme per trovare le cose in comune e trarne benefici entrambi. L’Istituto di paleontologia dell’Università di Vienna studia la successione delle popolazioni Deltoniche attraverso carotaggi, a cui noi aggiungiamo lo studio di come l’inquinamento si stratifica nel tempo sui fondali marini».
Quando è iniziato questo percorso? «Ormai collaboriamo da alcuni mesi, anche se il nostro lavoro è partito prima con la richiesta dei vari permessi, poi forniamo appoggio strutturale e per le analisi, mentre sono i tecnici dell’Università di Vienna ad effettuare i veri e propri campionamenti. Quello ai Lidi è l’ultima area in cui abbiamo effettuato ricerche in ordine di tempo, precedentemente abbiamo svolto campionamenti su sette siti distribuiti in tutto il Nord Adriatico, alcuni in acque territoriali italiane, altri in quelle croate e pure slovene. Ai Lidi ci siamo particolarmente interessati ai riferimenti fotografici effettuati da sub, mentre il lavoro con i prelievi di “carote” della lunghezza di un metro e mezzo erano già stati effettuati». (d.b.)
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