La Nuova Ferrara

Ferrara

la protesta di una paziente invalida

«Dimessa dall’ospedale l’ambulanza solo dopo ore»

Ha cercato disperatamente un’ambulanza che la riportasse a casa dopo essere stata medicata in ospedale per gli effetti di una caduta. Ma l’attesa di Monica De Pieri, da tempo invalida per l’amputazi...

2 MINUTI DI LETTURA





Ha cercato disperatamente un’ambulanza che la riportasse a casa dopo essere stata medicata in ospedale per gli effetti di una caduta. Ma l’attesa di Monica De Pieri, da tempo invalida per l’amputazione di una gamba, domenica scorsa a Cona si è protratta per ore. Per rientrare a casa, proprio a causa dell’invalidità che le impedisce di poter salire i gradini, necessitava di un trasporto assistito in ambulanza. Dopo la medicazione (punti di sutura sulla gamba amputata e una costola rotta per la caduta)la paziente ha composto i sei numeri di telefono inclusi «nell’elenco dei mezzi che mi è stato consegnato e che potevo interpellare», scrive la donna.

Ma è partita «dal primo numero» ed è arrivata «alla fine del foglio» sentendo le più svariate «giustificazioni (“impegnati per gare sportive, sagre o brutto tempo”)». Dimessa alle 18, la paziente precisa poi al telefono che solo dopo oltre quattro ore è stata raggiunta da un’ambulanza inviata da via Cisterna del Follo, «l’unica che nel foglio che mi hanno consegnato risulta non operativa alla domenica. Sono venuti a prendermi sospendendo i loro programmi familiari e devo loro mille grazie».

Monica De Pieri ricorda che «questa non è la prima volta che mi succede questo inconveniente. Un’altra volta ho dovuto aspettare tutta la notte su una barella fino al giorno successivo per poter usufruire di questo servizio (per il quale ha pagato la somma di 50 euro domenica scorsa, ndr) inesistente. Perchè non c’è un’ambulanza che svolge questo servizio per conto dell’ospedale?».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google