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Furto alla Protezione civile di Comacchio

Furto alla Protezione civile di Comacchio

Rubati nella notte alla “Trepponti” un trattore e altre attrezzature. Saranno esaminati alcuni video

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COMACCHIO. Nel cuore della notte tra sabato e domenica la Protezione Civile “Trepponti” è stata presa di mira dai ladri che, una volta spezzata una recinzione e scavalcato un muretto, hanno forzato la serratura di un magazzino, per poi portarsi via attrezzature e un mini-trattore. L’amara scoperta è toccata alla squadra di volontari che nel tardo pomeriggio di domenica, in pre-allerta per il maltempo, si è recata in sede per prepararsi ad intervenire in caso di emergenza idrica, come purtroppo è avvenuto la settimana prima con la tromba d’aria. «Non è la prima volta che avviene un fatto del genere – racconta Cristina Cicognani, responsabile della segreteria operativa della Trepponti -, perché già la scorsa primavera, rientrando da un servizio notturno, ci siamo accorti della presenza di estranei, che alla vista dei fari dei nostri mezzi si sono dati subito alla fuga».

Stavolta purtroppo il colpo non è stato sventato, ma al di là del valore delle attrezzature sottratte, ciò che viene condannato con durezza è proprio la sfrontatezza di un gesto che colpisce la collettività. «Non sopportiamo questo furto e lo riteniamo un fatto gravissimo per la comunità – prosegue Cicognani -, perché le attrezzature rubate venivano impiegate nei servizi di emergenza e il mini-trattore serviva per sistemare il campo di addestramento dei cani che fanno parte dell’unità cinofila e per tenere pulita l’area circostante». Altri aspetti legati alla incresciosa vicenda riguardano le modalità con le quali i ladri sono entrati in azione. Il trattore deve essere stato spostato e caricato su un camion da persone con notevole forza fisica, probabilmente uomini di costituzione robusta.

Il presidente della Trepponti, Guerrino Ferroni, ha sporto denuncia ai carabinieri e ricorda che «verranno esaminati i filmati delle telecamere collocate sulle strutture vicine e ci auguriamo che qualcuno ci faccia ritrovare almeno il trattore, acquistato con i contributi di tutti e con l’aiuto delle istituzioni».

Katia Romagnoli

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