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Fusione, la minoranza si astiene

Fusione, la minoranza si astiene

Il capogruppo Bini: «Troppo poche le informazioni avute»

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MIRABELLO. Da un lato c'è una parte che va convinta verso la fusione dei Comuni. Ovvero, che ha votato convintamente in consiglio comunale lo schema di convenzione tra gli enti di Vigarano, Mirabello, Sant'Agostino, passato dai consigli comunali in questi giorni. Sollecitando riflessioni diverse. A Vigarano anche Fortini dell'opposizione ritiene la fusione un vantaggio, mentre a Mirabello c'è stata un'astensione del gruppo facente capo a Mirabello 2014, dell'ex candidato a sindaco, Cristiano Rubini. Perché questa astensione? «Ci siamo astenuti solamente su questa delibera - spiega il capogruppo Alessandro Bini -; innanzitutto per una mancanza di informazioni e perché la delibera da votare rappresenta un punto molto importante per la futura connotazione geo-politica di Mirabello. Riteniamo che il sindaco Angla Poltronieri e la giunta stessa avrebbero potuto preventivamente informare e riunire in un incontro informale l'intero consiglio, al fine di illustrare quella che è stata la procedura che ha portato il Comune di Mirabello ad essere il capofila per presentare le pratiche necessarie».

A non convincere l'opposizione, anche alcune criticità espresse nella relazione dalla dottoressa Zannoni (segretaria generale; ndr) dove si esprime parere favorevole alla procedura della pratica, «ma non si esprime parere positivo su altri punti fondamentali. Come minoranza - conclude Bini - siamo fiduciosi e speranzosi che la fusione dei tre Comuni (Vigarano-Mirabello-S.Agostino) sia di beneficio all'intera popolazione, anche se attualmente sembra più una scatola vuota da riempire in pochissimo tempo. Certo è che sarà la popolazione a decidere con referendum. La nostra astensione dal voto non deve essere interpretata come voto contrario, diciamo che per ora "stiamo alla finestra». Una posizione attendista per avere ulteriori elementi per poter approfondire la delicata questione.

Mirco Peccenini

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