«Rischiamo di non sfruttare un’eccellenza»
Di Lascio (Ordine dei medici): partecipare al progetto cofinanziato nella ricerca vascolare
L’impianto costa almeno 3 milioni di euro, una somma che di questi tempi potrebbe mettere in affanno i bilanci di molte aziende sanitarie e centri di ricerca. La notizia positiva è che c’è un finanziatore privato disposto a coprire la maggior parte della spesa. «Un’occasione da non perdere per Ferrara, per la nostra sanità e per l’università, in un momento in cui dobbiamo dimostrare di poter competere in eccellenza con altri territori in un ambito di area vasta. Il rischio, se tutto resterà immobile, è che l’offerta possa venire prima o poi a scadere», commenta preoccupato il presidente provinciale dell’Ordine dei medici, Bruno Di Lascio.
L’impianto è un gioiello di tecnologia, una risonanza magnetica in grado di isolare l’immagine dettagliata del sistema vascolare di un paziente senza l’interferenza visiva di ossa, tessuti, cartilagini e organi interni. A rendere quasi unico il prodotto è il software, in grado di evidenziare con immagini di alta qualità il reticolo dei vasi sanguigni che irrora il corpo umano senza l’uso di cateteri o radiazioni. Il modello base è prodotto dalla Siemens, multinazionale tedesca che si è già detta disponibile a co-finanziare il progetto di ricerca che coinvolgerebbe anche S. Anna e Unife. La scorsa primavera il professor Mark Haacke, fisico della Wayne State University di Detroit, è stato ospite proprio dell’Università di Ferrara, dove da tempo ha stretto un rapporto professionale con un gruppo di ricercatori dei Dipartimenti di Medicina e di Fisica per implementare e migliorare la tecnologia. Haacke è l’ideatore del nuovo sistema di imaging. Tra i suoi referenti, a Ferrara, ci sono Paolo Zamboni, direttore del Centro di malattie vascolari del S. Anna e coordinatore della sperimentazione nazionale in corso sul rapporto fra Ccsvi e sclerosi multipla, Mauro Gambaccini, ordinario del Dipartimento di Fisica, e il radiologo Melchiore Giganti.
Il progetto ha dovuto fare i conti con qualche inciampo: a Ferrara, nei piani regionali, non è prevista infatti l’installazione di una grande tecnologia da impiegare nell’ambito della ricerca vascolare, campo nel quale - come ha riconosciuto la stessa Regione - dovrebbe essere impiegata la nuova strumentazione. Ferrara però potrebbe fornire le competenze-ponte per far dialogare la progettazione tecnica con le esigenze cliniche.
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