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S. Camillo, è scontro sui display

S. Camillo, è scontro sui display

Ieri mattina l’accensione al secondo piano, la Consulta reagisce e sul posto arrivano i carabinieri

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COMACCHIO. Quando i tecnici incaricati hanno allacciato e allestito due display elettronici di ultima generazione, nell'area principale di accesso al secondo piano del San Camillo di Comacchio, una decina di componenti della Consulta per la salvaguardia del nosocomio comacchiese, guidata da Manrico Mezzogori, non sono rimasti con le mani in mano e si sono opposti a questo stato di cose. Erano quasi le 10 di ieri e la reazione degli aderenti alla Consulta ha portato all'arrivodei carabinieri di Comacchio, guidati dal capitano Luca Nozza.

Una volta identificati tutte le persone presenti al secondo piano, che si opponevano a che i tecnici cominciassero il proprio lavoro, è cominciato un confronto tra il presidente della Consulta, Manrico Mezzogori, Giovanni Gelli di Cittadinanza Attiva e il capitano dei carabinieri, che dopo aver parlato con il direttore del distretto Asl sud-est, Gianni Serra, ha ascoltato le ragioni dei presenti.

Mezzogori, Gelli e il capitano Nozza hanno parlato per diversi minuti, davanti alla porta del punto di primo soccorso del San Camillo; i rappresentanti dei gruppi di salvaguardia hanno non da ultimo manifestato le difficoltà che si incontrano per il punto di primo intervento.

Secondo la Consulta, il punto di primo intervento del San Camillo non è opportunamente segnalato e tanto meno nominato ai turisti presenti sulla costa, e questo per i rappresentanti del gruppo di salvaguardia dell'ospedale comacchiese è un chiaro intento di affossare ulteriormente la struttura.

«Con il montaggio di questi display, qui al secondo piano - ha detto un componente della Consulta - stanno cercando di mandarci fuori dall'ospedale, di ottenere l'avvio della pediatria di gruppo, di fare qui nell'area di accesso al secondo piano la sala di aspetto per i medici sia per grandi che bambini; il tutto sperando di fare andar fuori noi, di farci desistere dalla nostra opera dimostrativa. Noi stiamo facendo questo per la gente, per la salvaguardia dell'ospedale, perché il San Camillo resti un presidio sanitario ospedaliero e non un contenitore prettamente ambulatoriale. Oggi i display, domani cosa altro? Ma noi - proseguono i membri del comitato - non abbiamo intenzione di desistere, continueremo a lottare, a presidiare il secondo piano».

Gianni Serra ha precisato che non si poteva non installare i display nell'area di accesso ai servizi del secondo piano dell'ospedale. Display e servizi annessi valgono un appalto di circa 16 mila euro; se non fossero stati installati entro la giornata di ieri, non si sarebbe potuto fare più.

Da ormai dieci mesi diversi componenti della Consulta Popolare per la salvaguardia del San Camillo occupano, come forma di protesta contro la chiusura dei reparti e contro l'attivazione della pediatria di gruppo, al secondo piano. Un'occupazione che ora viaggia a tutto tondo all'interno della struttura sanitaria e che si è presa carico anche della vicenda punto di primo intervento, attivato dopo la chiusura del pronto soccorso, lo scorso inverno.

Maria Rosa Bellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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