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«Sindaci vigilate, no alla sanità colonizzata»

«Sindaci vigilate, no alla sanità colonizzata»

Lettera dell’Anaao ai primi cittadini della provincia. Il nodo dei tempi d’attesa e posti letto

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«Bisogna evitare che Ferrara venga marginalizzata o peggio colonizzata in ambito sanitario. Chiediamo pertanto a tutte le autorità, forze politiche e cittadini di aprire un dibattito serio e trasparente sulla sanità ferrarese».

La lettera, firmata dal segretario provinciale dell’Anaao-Assomed, Lucio Trevisani, e dal consigliere nazionale Pierluigi Api, è stata spedita quattro giorni fa ai sindaci della provincia e agli esponenti delle forze politiche locali e si inserisce nel dibattito che si è aperto da alcune settimane a Ferrara sulle collaborazioni tra territori della regione dopo la scelta comunicata dal sindaco del capoluogo, Tiziano Tagliani , di privilegiare l’asse con Bologna, Modena e Reggio Emilia. «Vogliamo evitare che le decisioni ci vengano imposte da altri e che il nuovo assetto della sanità rischi di diventare poi “figlio di nessuno” - sottolineano i due sindacalisti - analogamente a quanto è successo per l’ospedale di Cona, di cui nessuno attualmente vuole assumersi la paternità».

L’Anaao-Sant’Anna entra nelle pieghe della futura organizzazione della sanità che sarà sempre più imperniata sul dialogo tra territori e strutture confinanti, producendo vantaggi di scala ma anche possibili emarginazioni. E il rischio in questa ottica è che i direttori generali potrebbero diventare i “curatori fallimentari della sanità ferrarese”.

Il sindacato dei medici ospedalieri riporta alcuni dati tratti dalla stampa bolognese da cui si evince che «per eseguire una colonscopia a Bologna l’attesa è di 686 giorni mentre al S. Anna di Ferrara attualmente è di 180 giorni e negli ospedali della nostra provincia è ancora più breve». Il timore è che la crescente integrazione fra le strutture dell’Emilia centrale potrebbe spostare i tempi d’attesa verso le scadenze bolognesi. «Sulla stampa locale si legge che nella nostra provincia - sottolinea l’Anaao - abbiamo un tasso di disoccupazione spaventoso e che fra le varie cause c’è la “marginalità” di Ferrara rispetto ai nuovi assi sui quali si giocano gli equilibri industriali». Il sindacato da tempo ha prospettato la possibilità di una fusione delle Asl di Ferrara, Bologna e Imola, un orizzonte che potrebbe aprirsi - prevede l’organizzazione sindacale - dopo la prossima scadenza elettorale regionale, anticipata all’autunno dopo le dimissioni del presidente Errani.

I segnali che arrivano dalla Romagna, dove è stata istituita all’inizio del 2014 la prima Asl unica della regione unificando le aziende di Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, non sono particolarmente incoraggianti, visto che è emersa la necessità - ignorata dal contingentamento delle assunzioni - di potenziare il personale per favorire l’ambizioso progetto di riorganizzazione. «Veglieremo in tutte le sedi istituzionali e con tutti i mezzi a nostra disposizione, affinché la nostra professionalità non venga avvilita o sia usata a scopi puramente propagandistici o di necessità di cassa», avverte il segretario regionale dell’Anaao, Sandro Macchia.

I colleghi ferraresi intanto ricordano che al S. Anna, dopo la riduzione estiva dei posti letto, «tutti i giorni si fa ricorso ai letti tampone (in diverse unità operative); il 24 luglio e l’1 agosto si è riunita l’unità di crisi (presieduta dal direttore sanitario) a causa di particolare criticità (in quel giorno) della carenza di posti letto». A seguito del nubifragio del 30 Luglio, inoltre, il S. Anna «ha nuovamente dimostrato la sua fragilità strutturale con ingenti infiltrazioni di acqua (dal soffitto) negli spogliatoi (piano seminterrato 1B-1), in pronto soccorso (nel Triage), in Rianimazione (sia quella ospedaliera che in quella universitaria, 3C3), nella stanza del medico di guardia della Rianimazione, con disagio per gli operatori». (gi.ca.)

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