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«Basta con i vandalismi»

«Basta con i vandalismi»

Stabilimenti balneari di Estensi e Spina presi di mira durante la notte

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LIDO ESTENSI. Non c’è pace per gli stabilimenti balneari dei Lidi comacchiesi. Già colpiti da una stagione estiva che non decolla a causa delle condizioni meteo costantemente sfavorevoli, i Bagni si trovano quasi ogni mattina a dover fare la conta dei danni subiti da vandalismo notturno alle attrezzature. Situazione questa che va avanti da circa un mese e che ha coinvolto diverse strutture dei Lidi sud.

Il più colpito è il Bagno Lido di Lido Spina, che già nel luglio scorso si trovò la spiaggia devastata, ombrelloni divelti e lettini tagliati, circostanza simile che si è ripetuta nella notte tra domenica e lunedì. Il titolare dello stabilimento, il bolognese Nicola Spinabelli, arrivato al mattino presto a sistemare la spiaggia ha trovato un’amara sorpresa: circa ombrelloni sradicati dal terreno e una cinquantina di lettini prendisole butttati da tutte le parti, quasi fosse passata una tromba d’aria, e sporcizia ovunque (lattine, cartacce, ecc.). Decisamente sconfortato, Spinabelli ha allertato le forze dell’ordine: «È una situazione insostenibile, al mattino la gente arriva per prendere posto e rilassarsi e noi dobbiamo perdere tempo e denaro per sistemare i danni di questi balordi. Non se ne può più, pago già la vigilanza ma non basta, le autorità devono fare qualcosa: quest’anno, tra la crisi, il brutto tempo e i danni notturni, la stagione è in perdita, ci sentiamo abbandonati!».

Non diversa la situazione a Lido Estensi, dove il titolare del Bagno Pineta Beach, Luigi Carli, commenta: «Sono venti giorni che va avanti questa storia, ogni giorno troviamo ombrelloni sfilati e buttati ovunque, lettini rovesciati e accatastati in riva al mare, al mattino tutto da rimettere a posto! Due settimane fa ho trovato diversi ombrelloni rotti...». Interviene la figlia Tania: «Ieri sera (lunedì, ndr mentre inserivo su Facebook le foto degli accadimenti, proprio in quel momento con il Bagno aperto alle 23 abbiamo sentito degli schiamazzi e siamo corsi in spiaggia e abbiamo intravisto 7-8 ragazzini, maschi e femminine di circa 16-18 anni, che stavano togliendo gli ombrelloni da terra, li abbiamo rincorsi ma ci sono scappati».

I Carli ritengono che una soluzione potrebbe essere quella di «chiudere le spiagge con dei cancelli come due anni fa» (fatti togliere poi dalla Capitaneria per via di norme vigenti, ndr), oppure che gli organi di vigilanza (polizia, carabinieri, ecc.) formino ronde notturne sulle spiagge». E chiudono amareggiati: «Non si può lavorare così, vogliamo sicurezza!».

Ci spostiamo al Bagno Cocoà da Renato Guidi, giovane e intraprendente imprenditore comacchiese, da tre stagioni gestore dello stabilimento, e il quadro non cambia: «Sono diverse notti che va avanti questa storia, buttano lettini e ombrelloni ovunque, e ne ho trovati diversi rotti, ci saltano su per romperli, si divertono a fare dei danni, chiederei più sorveglianza». E aggiunge: «Danno fastidio, sono sempre in ansia, quando arrivo al mattino non so mai cosa mi può aspettare e sono giorni che trovo la spiaggia ribaltata, non ne posso più. Ho investito sulla mia attività e faccio tante iniziative, come ad esempio tutti i mercoledì il cinema gratis, ma poi mi trovo a dover fare i conti con questi disastri... si perdono le motivazioni...».

Arriviamo al Bagno Perla con lo storico gestore Nino Cavallari, da trent’anni “bagnino”, ci fa sapere che «domenica notte sono stato svegliato da una telefonata della Securpol alle 2, mi informavano che c’erano stati dei balordi a fare danni alle attrezzatura e ovviamente siamo subito corsi al nostro Bagno a vedere. Io pago la vigilanza notturna tutte le notti, ma non basta, perché si sposta in diversi bagni e quando arriva con l’auto di notte i balordi la vedono e scappano dopo che hanno fatto i danni.

Nella notte tra domenica e lunedì ho trovato circa 15 ombrelloni buttati ovunque e un paio piegati. Si diventa nervosi, qui c’è il nostro lavoro e trovare uno spettacolo così è terribile, oltre che, nonostante cerchiamo di ripristinare la spiaggia, in poche ore diventa impossibile, perché gli ombrelloni vanno piantati con la sabbia secca e di mattina d'estate è umida e non va bene».

Cavallari fa sapere che insieme alla Cooperativa Stabilimenti Balneari si sta studiano una soluzione, che sarebbe quella di mettere una guardia giurata ogni tre bagni, che ovviamente comporta un costo importante per gli imprenditori balneari.

Al Bagno Marte troviamo una nuova gestione, quella di Luca Camurri, membro di una cordata di imprenditori modenesi e ferraresi, che ci racconta “lo stesso film”: «Abbiamo trovato ombrelloni nuovi buttati dappertutto, persino nella spazzatura e tanta sporcizia nei parcheggi antistanti lo stabilimento. Chiediamo più controllo e vigilanza, anche se si sa che le forze dell’ordine sono molto impegnate e non sono in tanti. È la prima stagione per noi e già il tempo è sempre brutto, se poi ci sono anche dei danni tutte le notti...».

Questa è la situazione che stanno vivendo i gestori dei Bagni. Sulle circostanze le forze dell’ordine stanno ovviamente indagando, ma da una prima ricostruzione tutti i gestori sono concordi nell’affermare che si potrebbe trattare di ragazzini che annoiati si divertono a fare danni, ora alla spiaggia ora alle auto parcheggiate (vedi l’episodio delle auto rigate a Spina del 20 luglio). È chiaro che questi fenomeni devono in qualche modo essere arginati immediatamente e queste “bravate” punite, in modo da rimettere in sicurezza le spiagge e il lavoro di tanti imprenditori balneari, che rappresentano il motore pulsante del turismo.

Caterina Bonazza

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