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Cordoglio a Pilastri per la morte di Rampazzo

Cordoglio a Pilastri per la morte di Rampazzo

Nel paese in cui abitava da pochi anni si ricorda l’operaio deceduto martedì Tuttora da chiarire per quale motivo l’uomo abbia perso il controllo del trattore

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PILASTRI. In paese si commenta con amarezza la tragica disgrazia che martedì è costata la vita a Piergiorgio Rampazzo uscito di strada. L’uomo si è schiantato contro un platano ed è finito dentro un canale, mentre sulla strada che da Bondeno porta a Casumaro era alla guida di un grosso trattore John Deere che trainava un pesante carrello. «Tutte le mattine - spiega il pilastrese Miller Verri - ci incontravamo a far colazione nel bar che la polisportiva gestisce vicino alla palestra. Pur essendo molto riservato mi aveva raccontato che era originario del Vicentino; poi, per un certo periodo, aveva abitato in alcuni paesi veneti sulla riva del Po prima di arrivare a Pilastri. Il cordoglio è grande per la sua scomparsa e per i due figli che lascia».

Da circa tre anni Rampazzo lavorava per la ditta di contoterzisti agricoli Cornacchini. Da qui la decisione di trasferirsi da Ficarolo a Pilastri affittando una casa che si trova di fronte alla tenuta Colletta. «La conoscenza è superficiale - spiega Elisabetta Pola, edicolante -, ci incontravamo solo quando veniva a prendere le sigarette o per strada. In paese non aveva grandi legami di amicizia e per il suo tipo di lavoro era più conosciuto nel mondo agricolo. Una brutta disgrazia che getta nel lutto una famiglia e che, indirettamente, ci coinvolge tutti». Anche nel bar pizzeria "da Poldino" confermano che Rampazzo era conosciuto solo a livello di scambi di saluti.

Solidarietà ai parenti dell’uomo arriva dal consigliere regionale Giovanni Favia il quale ricorda che si tratta della 33ª vittima sul lavoro dall’inizio dell’anno in Emilia-Romagna e che quasi la metà delle persone decedute lavoravano in agricoltura.

Giuliano Barbieri

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