«Ferrara città dei ciclisti non solo delle biciclette»
Dopo la tragedia di Bruno Ruberto, ieri sera la manifestazione di protesta di Fiab «I cittadini hanno il diritto di avere piste sicure, basta ghost-bike sulle strade»
FERRARA. Una bicicletta bianca in memoria di Bruno Ruberto, il ventenne morto investito da un’auto lo scorso luglio in via Modena. Il corteo è partito intorno alle 21,30 da piazza Duomo e ha raggiunto il luogo della tragedia, nei pressi di Cassana, circa un’ora dopo.
Tutti i partecipanti, in sella alla propria bici, hanno assistito alla “posa” della bicicletta bianca che è stata collocata nel punto della tragedia dagli organizzatori dell’iniziativa. «Penso che sia importante, per quanto triste, proseguire in iniziative di questo tipo. Secondo me si tratta di un simbolo – spiega Stefano Diegoli, presidente di Fiab Ferrara – e serve per ricordare alle persone che lì è successo qualcosa di brutto. Che in quel punto qualcuno, in questo caso un giovanissimo, ha perso la vita. Ciclisti, automobilisti, tutti i cittadini, devono capire che è un loro diritto pretendere strade sicure».
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«A questo proposito – continua – tra una decina di giorni convocheremo un tavolo tecnico per affrontare il discorso relativo alla pista ciclabile che porta a Cona e cercheremo esaminare anche la zona in cui si è accaduto l’incidente».
Il presidente di Fiab Ferrara ha sottolineato l’importanza dell’essere dotati di infrastrutture adeguate per la mobilità dolce.
Oltre alla manifestazione di solidarietà in memoria del giovane Bruno, continua la battaglia di Pasquale Ruberto, padre del ragazzo, che più di una volta segnalò la pericolosità di quel tratto stradale senza però essere stato ascoltato. Nei giorni scorsi il padre aveva incontrato il sindaco Tagliani, l’assessore Modonesi e il vicecomandante della Municipale, Rebecchi, per parlare di alcuni accorgimenti per rendere il tratto più sicura.
«Il passaggio pedonale è stato messo in un punto inutile e sbagliato - si era lamentato a margine dell’incontro e aveva aggiunto - Ho altri figli, guai se dovesse succedere qualcosa anche a loro».
L’uomo in più occasioni ha detto che «non si arrenderà», continuerà a lottare per ottenere ciò che vuole: una strada più sicura. Infine, nel comunicato diramato dal direttivo di Fiab Ferrara, si legge: «Basta a queste morti assurde, basta a giustificazioni che indichino come inevitabile o colpa del fato un incidente come quello di Cassana». «Dover deporre un’altra ghost bike sulle strade ferraresi - sottolinea la Fiab - è un fatto che ci addolora e ci fa vergognare. Ferrara non deve solo essere “città delle biciclette”, ma “città dei ciclisti” o se si preferisce “città della mobilità sostenibile, per tutti”».
Samuele Govoni
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