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La filiera del pomodoro è pronta a competere

La filiera del pomodoro è pronta a competere

Argenta. Convegno allo stabilimento di Ferrara Food con l’assessore Rabboni Qualità del prodotto e del servizio per avere la meglio su Spagna e Portogallo

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ARGENTA. La filiera del pomodoro, quella che vale due miliardi per l'Emilia Romagna, ieri era ad Argenta. E' la stessa per cui l'assessore regionale Tiberio Rabboni ha battuto i pugni sul tavolo ministeriale, nonostante fosse da solo a combattere per l'oro rosso contro le altre Regioni. Dunque, aziende agricole (i produttori) e gli industriali (i trasformatori), le une a fianco degli altri con la Regione Emilia-Romagna in mezzo, ospiti a Ferrara Food di Argenta.

Un vertice, innanzitutto, per rappresentare all'assessore le difficoltà (una su tutte il maltempo di questi giorni) e mettere a fuoco le strategie contro i rivali spagnoli e portoghesi. A fare gli onori di casa Luca Bonomi, presidente di Ferrara Food (realtà che trasforma il 30% della produzione, con 26 dipendenti fissi che diventano 150 in estate di cui il 90% di Argenta e Portomaggiore; ndr), il quale, ha annunciato che l'avvio della campagna s'annuncia soddisfacente nonostante la pioggia e che, se si vuole competere «noi - ha detto - dobbiamo puntare sulla qualità del prodotto e del servizio». Di «filiera debole» ha parlato Nino Rocchi, amministratore delegato di "Le due valli" di Ostellato, e ciò è dovuto a costi di energia e della materia prima superiore a Spagna e Portogallo. «Noi però - ha precisato - abbiamo il Mezzano, a basso traffico, coltivazione bio con prezzi poco diversi dal convenzionale. Quando vengono in visita i tedeschi si meravigliano e comprano, quindi dobbiamo valorizzare l'immagine dei produttori. Se ci confrontiamo sui numeri siamo perdenti anche per una malagestione complessiva». Etica e certificazione è la ricetta di Rocchi.

Dopo l'intervento di Pier Luigi Ferrari, presidente del distretto del pomodoro nord Italia, il quale ha ribadito il concetto dell'etica magari con più coesione fra le parti, è intervenuto Guido Conforti dell'Associazioni italiana industrie prodotti alimentari. A chiare lettere ha spiegato che «la filiera del pomodoro non è la sede del lavoro nero: merita più attenzione e invece, nel decreto competitività, ci si è dimenticati proprio dell'industria alimentare». Altrettanto ferma la presa di posizione di Apo Conerpo con Luca Artioli che ha tenuto a precisare, che l'agricoltura non ha mai pensato di delocalizzare e nemmeno di comprimere i costi. «Il nostro territorio - ha spiegato - non ha mai fatto distinzione tra coop e privati e c'è sempre la volontà di produrre ma senza toccare il risultato economico». Infine, si sono detti soddisfatti il vicesindaco Andrea Baldini (Argenta) e il sindaco Andrea Marchi (Ostellato) perchè si è parlato di territorio, di filiera corta e di etica. Una filiera che rappresenta un'opportunità di lavoro «ma è il momento - ha tuonato Marchi rivolgendosi anche al mondo ambientalista - che certe norme vengano riviste perché hanno stancato».

Giorgio Carnaroli

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