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Morìa di negozi e ristoranti In sei mesi perse 135 aziende

Morìa di negozi e ristoranti In sei mesi perse 135 aziende

Segno meno su tutta la linea. Nel giorno della certificazione, fonte Istat, che l’Italia è tornata in recessione, Confesercenti fotografa per l’ennesima volta la situazione di difficoltà uniforme per...

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Segno meno su tutta la linea. Nel giorno della certificazione, fonte Istat, che l’Italia è tornata in recessione, Confesercenti fotografa per l’ennesima volta la situazione di difficoltà uniforme per le aziende commerciali di ogni tipologia e degli esercizi pubblici, con Ferrara che si distingue in negativo a livello regionale. Nei primi sei mesi dell’anno, infatti, il saldo negativo delle imprese ferraresi di commercio al dettaglio è stato di 83 unità, derivante da 135 cessazioni contro le sole 52 iscrizioni. È un saldo pesante in termini relativi, in quanto la numerosità aziendale della nostra provincia non è paragonabile con quella di Modena (-165 unità), Bologna, Parma e Reggio Emilia. In dettaglio, hanno sofferto di più i settori non alimentari e non specializzati, con -73 unità, rispetto all’alimentare (-10), peraltro già abbondantemente “tosato” negli anni scorsi.

Male, anche se in questo caso con dati meno drammatici rispetto al resto della regione, le imprese di alloggio e somministrazione, -37 unità, frutto di 104 cancellazioni e 67 iscrizioni. Piuttosto significative pure le flessioni dei commercianti ambulanti, che in sei mesi hanno perso 13 aziende (30 cancellazioni e appena 17 iscrizioni), e degli intermediari del commercio: -20 realtà attive, con 64 cancellazioni.

I dati non sono migliori, come anticipato, a livello regionale, dove il saldo negativo delle imprese del commercio e del turismo, nei primi sei mesi dell’anno, è stato di 1.831 unità. La flessione maggiore c’è stata nel commercio al dettaglio, -862 imprese, ma è il dato negativo del settore turismo, alloggio, ristorazione e bar a far riflettere maggiormente: -605 imprese. Il segno meno è comunque presente in tutti i settori: «Occorre prendere atto con preoccupazone che alcuni trend rischiano di assumere un carattere strutturale - è il commento di Stefano Bollettinari, direttore Confesercenti Emilia Romagna - e ciò riguarda sia la consistenza dell’offerta con la flessione del numero d’imprese, sia l’andamento in calo delle vendite al dettaglio. Non bisogna però in alcun modo rassegnarsi a questa situazione, ma perseguire una strategia di riforme strutturali che incidano nei fondamenti dell’economia e nella competitività del sistema Paese». Al centro sempre la questione fisco, affiancata dalla burocrazia.

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