Si cambia gestione Decide la sentenza
Al Bagno Montecarlo di Lido Spina arrivano i carabinieri Il titolare storico lascia al nuovo che smentisce tutte le voci
LIDO SPINA. Un caso abbastanza inusuale sulle nostre spiagge, il quale ha fatto e sta facendo discutere tutti i Lidi. Una vicenda resa ancor più eclatante dalla presenza delle forze dell’ordine, che giovedì 31 luglio, nel pomeriggio, hanno accompagnato l’ufficiale giudiziario che aveva il compito di procedere con l’immediato cambio di gestione al Bagno Montecarlo di Lido Spina.
La vicenda è indubbiamente intricata e riguarda Lorenzo Albertazzi, proprietario e storico gestore dello stabilimento balneare, ed il Gruppo Gea Multiservice srl diretto da Franco Soldini, che la scorsa estate rilevò la gestione con un contratto di tre anni più tre. Ebbene, proprio giovedì scorso in orario di punta per un bagno, l’ufficiale giudiziario ha notificato ad Albertazzi di lasciare il Montecarlo e con lui anche i suoi dipendenti, creando sconcerto fra i clienti e le numerose persone presenti.
Dei problemi insorti a livello economico ne abbiamo parlato nei mesi scorsi e si attende al riguardo la prossima udienza. Nel frattempo, la stagione 2014 era ripartita con Albertazzi a gestire il Montecarlo ma Soldini ha fatto valere le proprie ragioni ed ottenuto di tornare a Spina, con un vero e proprio cambio della guardia.
«Ho un’azienda con 40 dipendenti a Viterbo, sono una persona seria - spiega Soldini -, per questo sono tornato al Montecarlo, bagno per cui ho un contratto che intendo onorare. La sentenza è stata emessa dal tribunale e non ho chiamato io i carabinieri: sono intervenuti perché avevano il compito di farla rispettare. Siamo qui e cerchiamo di risollevare una stagione già di per sé negativa, per tanti motivi...».
Come hanno reagito i clienti? «Alcuni male, proprio per la presenza dei carabinieri. Ma la maggior parte è rimasta. Ad infastidirmi sono soprattutto le voci che circolano, relative al fatto che la nostra società avrebbe debiti con i fornitori e con altre attività operanti sul territorio. Sono voci infondate: fossi venuto ai Lidi per fare debiti e poi scappare di certo ora non sarei ancora qui. E anche per questo motivo ho personalmente chiesto alla Cooperativa degli stabilimenti balneari di non sospendere il servizio di salvataggio».
Davide Bonesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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