Bper torna in utile e incorpora i satelliti
La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha approvato una semestrale che, con i suoi dati positivi, sembra dar fiato alle speranze di chi la vede come reale alternativa alla Popolare di Vicenza nella...
La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ha approvato una semestrale che, con i suoi dati positivi, sembra dar fiato alle speranze di chi la vede come reale alternativa alla Popolare di Vicenza nella corsa a Carife. Ma, nello stesso tempo, il suo amministratore delegato, Alessandro Vandelli, chiarisce che nelle intenzioni modenesi vi sono le incorporazioni delle piccole banche satelliti e, nel prossimo piano indusriale, «ridisegnare il modello distributivo di gruppo e ridurre in modo strutturale la base costi»: obiettivi con i quali dovrà fare i conti anche chi, a Ferrara, guarda a Bper proprio per il suo modello di governance che lascia più margini di autonomia rispetto a Popvicenza.
A conclusione dell’aumento di capitale da 750 milioni il Cet 1 è salito al 10,43%, un dato rassicurante, e l’utile netto complessivo del semestre è a quota 42,5 milioni, contro un risultato negativo 19,9 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. La copertura delle sofferenze è salita al 56,5%, quella degli incagli al 19,3%. Ancora in calo i crediti verso clientela e la raccolta diretta, in aumento quella indiretta. L’agenzia Fitch ha tra l’altro confermato i rating più significativi.
L’opera di razionalizzazione del gruppo ha subìto una forte accelerata, con le previste incorporazioni di Banca Popolare di Ravenna, Banca della Campania e Banca del Mezzogiorno, dopo aver già fuso con la capogruppo tre banche del centro Italia e delle due società di leasing. Il modello “federale”, che lascia spazio all’autonomia delle banche controllate, è quindi in fase di modificazione, anche su imput della Banca d’Italia: Carife ne dovrà tenere conto.
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