«Discariche abusive serve tolleranza zero»
Copparo “Comune Riciclone”, ma non mancano cumuli di rifiuti abbandonati L’assessore Bassi: «Ci sono personaggi che non si può non definire delinquenti»
COPPARO. Copparo premiato come “Comune Riciclone”. Ottima notizia. Ma ci sono proteste per un mucchio di rifiuti alla fine di via Pertini, in quella che era la lottizzazione Manin, e un intervento dei carabinieri poco lontano, in via del Lavoro, per una discarica abusiva di eternit.
Come si possono conciliare i due diversi aspetti della situazione? Lo abbiamo chiesto all'assessore alla comunicazione di Copparo, Enrico Bassi. «Credo che l'analisi sia molto semplice - risponde l’assessore -: da una parte ci sono la stragrande maggioranza dei cittadini, civili e rispettosi dell'ambiente, che consentono di raggiungere i migliori traguardi nel campo della raccolta differenziata e di realizzare gli obiettivi che come Amministrazione comunale ci siamo preposti nell'ambito del rispetto dell'ambiente, grazie al lavoro anche di Area. Dall'altra - prosegue Bassi - ci sono dei personaggi che non si possono non definire delinquenti, dato che lo scarico di rifiuti pericolosi è un reato da codice penale, che preferiscono abbandonare nell'ambiente i loro rifiuti pericolosi come l'eternit senza curarsi del fatto che basterebbe contattare Area per lo smaltimento. In casi come questo di via del Lavoro, l'Amministrazione è per la tolleranza zero, auspicando l'aumento degli educati e la diminuzione di maleducati e delinquenti». Diverso, invece, il caso di Via Pertini: «Se la discarica abusiva di via del Lavoro vede le indagini delle forze dell'ordine già attivate- ci ha detto Bassi - nel secondo caso le cose sono diverse. Noi possiamo solo essere un tramite e sollecitare il curatore fallimentare, o meglio gli organi che curano le procedure in questo caso; lo abbiamo fatto, lo facciamo e lo faremo. Ci hanno detto che sarebbero intervenuti in questi giorni e stiamo aspettando lo sgombero e la posa di una nuova recinzione intorno alla lottizzazione, come ci è stato assicurato essere in calendario».
Alessandro Bassi
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