«Caro Papa, che brutto sfratto»
Il Centro anziani di Cento scrive una lettera a Bergoglio, dopo la cacciata dai Cappuccini
CENTO. In attesa di partecipare all'udienza in Vaticano il 15 ottobre, il Centro sociale ricreativo Ancescao di Cento invia una lettera a Papa Francesco. Una decisione, afferma il presidente del centro Franco Cattabriga, «per porre all'attenzione del Santo Padre, le vicende, che hanno dell'incredibile, capitate al nostro Centro sociale, prima parte attiva di un accordo stretto tra Comune, Curia di Bologna e clero locale per la realizzazione della chiesa provvisoria, poi improvvisamente sfrattati dai Frati cappuccini. Per molti versi, siamo rimasti vittime in una storia che è disseminata di incongruenze e di cambi di rotta incomprensibili, ad iniziare dalla realizzazione di un basamento in cemento, prima inserito nell'accordo assieme alla realizzazione di un teatrino, poi improvvisamente motivo di scontro coi Frati».
Così, a fine luglio, il centro Ancescao di Cento scrive a Papa Francesco: «Siamo un centro sociale anziani con sede a Cento, comune emiliano terremotato nel 2012 - si legge nella lettera - . Come tanti altri, il terremoto ha prodotto guai anche al nostro centro. Se vogliamo, ha prodotto danni immateriali più di altri. La nostra sede è collocata da ben 28 anni all'interno dell'ex orto del Convento dei Frati Cappucini di Cento. Dopo il sisma, vi è stato un confronto che ha impegnato la Curia di Bologna, il Comune di Cento e il Clero locale sulla costruzione di una Chiesa provvisoria nelle nostre adiacenze. Dal confronto ne è uscito un tale sconquasso che oggi siamo senza chiesa provvisoria (bocciata dalla Sopraintendenza alle Belle Arti) ed i Frati, ci hanno sfrattato con esecuzione immediata. E' difficile - prosegue la lettera indirizzata a Papa Bergoglio - accettare questa imposizione da chi predica e dovrebbe applicare tolleranza, comprensione, perdono, fratellanza e aprire le porte all'altro. Santo Padre, è difficile spiegare per iscritto, non tanto lo stato d'animo, quanto la prostrazione di chi, rappresentando oltre 700 persone anziane che di punto in bianco non sanno più dove andare. Come è altrettanto difficile capire la dinamica dei fatti che ci ha portato a questa situazione che non rispecchia certamente quella che dovrebbe essere il reale rapporto tra Chiesa e mondo del volontariato».
Sperando in un contatto, il presidente Cattabriga aggiunge anche una buona notizia, che getta una speranza concreta al futuro del centro: «E' già ufficiale. E' già stato raggiunto l'accordo tra Comune e proprietà per l'affitto dei capannoni, accanto alla Pandurera, che ospiteranno la nuova sede definitiva del Centro. Ora la proprietà si è incaricata di svolgere i lavori di adeguamento, in modo da arrivare entro fine anno alla consegna dell'edificioè far partire la convenzione dai primi del 2015».
Intanto il Centro non vuole perdere tempo: «Abbiamo chiesto - aggiunge Franco Cattabriga in chiusura - al sindaco le planimetria, in modo da utilizzare questo tempo per progettare gli interventi interni. Nel frattempo e in attesa che il nuovo spazio sia pronto, da settembre/ottobre torneremo al Caffè Italia, sede gentilmente concessa dalla Cassa di Risparmio di Cento».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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