«Ci sfuggono i soldi Ue» Ferrara corre ai ripari
Dopo la task force della Camera di commercio, il Comune mette in campo Sipro Unindustria però vede un’inversione di tendenza grazie alle procedure sisma
In una fase di pesanti difficoltà a reperire finanziamenti, colpiscono i dati particolarmente negativi riferiti alla capacità delle imprese ferraresi di accedere ai fondi europei in un comparto vitale come l’innovazione tecnologica. Il bando Por Fesr 2007-2013, come si può legge nella tabella in alto, si è chiuso con un bilancio significativo: la percentuale di aziende ferraresi ammesse ai fondi europei è minima in tutte le categorie, con “punte” quasi imbarazzanti di una sola unità (su 119, pari allo 0,8%) per le Nuove imprese innovative, e altrettanto (su 61, in questo caso) nel Sostegno allo start up di nuove imprese innovative nel campo della ricerca industriale e trasferimento tecnologico. «È vero, abbiamo notato come le imprese ferraresi siano pronte a partecipare ai bandi della Camera di commercio, che vanno subito esauriti, mentre non siano attrezzate a concorrere a quelli europei - annota Caterina Ferri, assessore comunale alle Attività produttive - Non è che i progetti non vengano ammessi, mancano proprio le proposte. Ben venga quindi ogni azione di sensibilizzazione in questo senso, come la task force che sta mettendo a punto la Camera di commercio. Dal canto nostro, stiamo aspettando di capire quali competenze resteranno alla Provincia, per valutare come impiegare al meglio le potenzialità dell’Ufficio bandi europei. Si può pensare ad una convenzione. Anche la nuova Sipro sarà molto attiva su questo versante, visto che il suo amministratore Caterina Brancaleoni segue da anni questi settori».
Ammettono le difficoltà sul frunte europeo anche a Unindustria, «abbiamo avuto sempre difficoltà a farci seguire dalle aziende - dice il direttore Roberto Bonora - e una parte della relazione del presidente Maiarelli alla nostra assemblea è stata puntata proprio su questo. Sui bandi sisma, però, qualcosa comincia a muoversi e ci auguriamo che si tratti di una inversione di tendenza da parte delle aziende».
La Camera di commercio sta appunto allestendo un pool di esperti per meglio utilizzare i fondi 2’14-2020. (s.c.)
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