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Investe e prende a martellate il rivale

Investe e prende a martellate il rivale

I testimoni hanno visto scendere il conducente: pensavano volesse prestare soccorso, e invece ha cominciato a picchiare

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Prima lo investe con l’auto, poi lo prende a martellate. La gelosia ha fatto perdere la testa a un quarantenne che, furibondo per le attenzioni profuse dal rivale alla sua compagna, giovedì mattina ha voluto vendicarsi con un’esplosione di violenza. Poi, sbollita la rabbia, hanno preso il sopravvento la paura e forse un po’ di rimorso; e l’aggressore, ancora con il martello in mano, si è presentato in questura per consegnarsi alla polizia.

Del resto, la sua identificazione era ormai questione di tempo. Perché alla scena avevano assistito tre testimoni, uno dei quali aveva preso la targa dell’auto. E la stessa vittima, nella sua denuncia, aveva indicato J.Z., cittadino cinese, suo connazionale, come il responsabile della spedizione punitiva.

Il (quasi) dramma della gelosia è andato in scena alle 7 di mercoledì mattina in via Mulinetto. Il destinatario di tanto rancore, un uomo di 47 anni residente non lontano dal luogo dell’agguato e che stava andando a lavorare in bicicletta.

Arrivato all’altezza del civico 73, un’auto grigia è arrivata alle sue spalle e lo ha tamponato facendolo cadere. A quello che in prima battuta sembrava solo un incidente stradale ha assistito una signora affacciata alla finestra. Ha visto il ciclista finire sull’asfalto e subito dopo il conducente dall’auto scendere. Ma anziché prestare soccorso al ferito, come era logico aspettarsi, lo ha visto accanirsi sul poveretto, impugnando un oggetto contundente (poi rivelatosi un martello) avvolto in un foglio di giornale. E giù botte, ripetute e implacabili, alle gambe. Mentre la signora prendeva visione costernata di quel colpo di scena, un passante era testimone della sequela di improperi (il tono, si può immaginare, era tutt’altro che amichevole) rivolti al malcapitato che a terra chiedeva invano aiuto. Poi, con la stessa furia con cui era comparso, l’aggressore è risalito in auto ed è ripartito. Senza poter evitare però che un terzo testimone annotasse la targa.

Il ferito, malconcio e sanguinante, è stato soccorso dai testimoni che hanno chiamato il 118 e la polizia. La Volante ha raccolto le prime informazioni, mentre l’ambulanza ha caricato il 47enne e lo ha portato all’ospedale di Cona, dove gli sono state riscontrate la frattura del polso destro e varie contusioni, con prognosi di un mese.

L’aggressore, intanto, forse perché consapevole di non avere scampo, o forse preoccupato per le condizioni del suo ormai ex amico, si è presentato spontaneamente in questura, dove è stato ascoltato dagli ispettori della Squadra mobile. «Sono stato io, l’ho fatto per gelosia», avrebbe ammesso consegnando anche il martello. E ricevendo in cambio una denuncia per lesioni aggravate.

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