Terra di nessuno a due passi dalle Mura
Erba altissima, panchine quasi invisibili, piste ciclabili impraticabili e parco giochi inutilizzabile: così si presenta il piccolo quartiere residenziale a due passi da via Canapa
Erba altissima, panchine quasi invisibili, piste ciclabili impraticabili e parco giochi inutilizzabile. Alcuni abitanti di un piccolo quartiere residenziale ai margini di via Canapa (praticamente dietro agli istituti superiori “Carducci” e Ipsia, tanto per capirsi), hanno lamentato un profondo stato di incuria e abbandono delle aree verdi.
«Io e la mia famiglia abitiamo qui da tre anni, come la maggior parte delle altre persone e – racconta un residente che preferisce rimanere anonimo – è parecchio che chiediamo di essere ascoltati». In via De Vincenzi e via Giovanni Bosco le nuove costruzioni saltano subito all’occhio. Sono belle e ben curate ma tutt’intorno lo stato della vegetazione è desolante. Erba incolta, alberi abbandonati a loro stessi e complessi edilizi rimasti a metà.
«Alcuni mesi fa a causa della crisi, il cantiere venne abbandonato a metà lasciando alcune abitazioni allo stato grezzo. Siccome – prosegue il residente – l’azienda non ha terminato l’urbanizzazione dell’area, il Comune dice di non aver nessuna competenza a riguardo e quindi ogni cosa resta così, abbandonata a se stessa».
Una terra di mezzo che certamente influisce sull’aspetto e sulla vivibilità della zona. «Le recinzioni del cantiere sono molto “alla buona” e i bambini le scavalcano con facilità. Più di una volta – continua – abbiamo dovuto richiamarli, giocavano in mezzo ai mattoni. Il parchetto con lo scivolo ci sarebbe ma l’erba è talmente alta che è impossibile andarci a giocare».
Via Giovanni Bosco non ha nemmeno i cassonetti però «noi la tassa sui rifiuti la paghiamo anche se i bidoni stanno a quattrocento metri da noi. Non so come andrà a finire questa vicenda. Sembra che – conclude amareggiato - nessuno abbia potere di intervenire e intanto qui l’erba cresce e la situazione peggiora».
In via Lombardo, la strada che collega con via Gustavo Bianchi, c’è un altro evidente inconveniente: quello dei tombini sopraelevati che sporgono dall’asfalto di svariati centimetri e costringono auto e soprattutto scooter a fare la gimkana per evitare pericolosi contatti.
Samuele Govoni
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