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Conserve Italia finalmente il bilancio ritorna in positivo

Il fatturato complessivo è stato di circa un miliardo di euro Gardini: «Nonostante la crisi guardiamo avanti con fiducia»

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POMPOSA. Conserve Italia, la prima industria conserviera in Italia e tra le aziende leader del settore in Europa, si appresta a chiudere in positivo l’esercizio del 30 giugno 2014 sia a livello della capogruppo che di consolidato. Bene le vendite estero (+11%) e la riduzione del debito del gruppo di circa 30 milioni. Fatturato complessivo di circa un miliardo di euro. Intanto tutti i mercati di riferimento continuano a registrare contrazioni: - 4,3% in volume il mercato dei succhi, - 3% quello dei vegetali e -4,5% il pomodoro. Conserve Italia, nata come consorzio di terzo grado che commercializza i prodotti finiti conferiti dalle cooprative di trasformazione associate, ma dal 1994 gli stabilimenti passano sotto la diretta gestione di Conserve Italuia che diviene così consorzio di secondo grado. I soci sono le 49 cooperative di primo grado che conferiscono le materie prime destinate alla trasformazione industriale. L’azienda è presente con otto stabilimenti tra cui quello di Pomposa. Realizzato tra il 2002 e il 2004 è quello di maggiori dimensioni e potenzialità in quanto ha una capacità di trasformazione complessiva pari a 350 mila tonnellate di materie prime suddivise fra pomodoro, frutta e vegetali da cui si ottengono passate, polpe e concentrati di pomodoro, frutta allo sciroppo e legumi sia in scatola che in vasi di vetro. I risultati previsionali analizzati dal consiglio di amministrazione di Conserve Italia nel quartier generale di San Lazzaro di Savena hanno mostrato un sostanziale miglioramento ei conti del gruppo cooperativo. Significativi, in particolare, per la capogruppo Conserve Italia, sono risultati l’incremento dell’Ebitda (+20%) e l’ulteriore riduzione del debito di circa 20 milioni di euro che hanno portato il risultato finale in leggero utile. «Ci lasciamo alle spalle un anno particolarmente difficile - ha spiegato il presidente Maurizio Gardini - in cui hano pesato il forte impatto della contrazione dei consumi e i danni riportati durante l’allagamento del nostro stabilimento di Albinia in Toscana. Grazie però alla nostra determinazione, all’impegno dei nostri dipendenti e al contributo di tutti i soci, abbiamo di nuovo numeri in positivo e possiamo guardare avanti con maggiore serenità e fiducia, nonostante la crisi». A livello di gruppo la società capofila Conserve Italia sviluppa un fatturato di di oltre 700 milioni di euro. a cui segue Conserves France con 170 milioi di euro (16%), Juver con 168 milioni di euro (16%) e Tera Seeds con 5 milioni di euro (1%). Le vendite di succhi e bevande a base di frutta coprono il 42% del fatturato, seguite dalle conserve di pomodoro con il20%, dalle conserve vegetali con il 18% e alla rutta allo sciroppo con l’11%. Gli altri prodotti (confetture. piatti pronti e altro) incidono per il 9%. La politica di marca ha da sempre costituito uno degli orientamenti strategici del gruppo ed oggi le vendite con i marchi dell’azienda (Valfrutta, Yoga, Derby Blue, Cirio, Juver, St mamet, Jpolly Colombani), coprono circa il 69& del fatturato, seguite dalle marche commerciali della moderna distribuzione e dai prodotti destinati agli scambi industriali.Conserve Italia ha sviluppato rapporti commerciali con tutte le maggiori catene della moderna distribuzione con le quali sviluppa circa il 65% del proprio giro d’affati. (m.bar.)

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