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Nelle fotografie Brazzolo sta ritrovando la sua storia

BRAZZOLO. «Ho fotografato quello che mi capitava sott'occhio, senza ricerca nè distinzione; i ricordi sono figli del caso, solo gli imbroglioni hanno la memoria in ordine». E ancora: «Il ricordo è un...

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BRAZZOLO. «Ho fotografato quello che mi capitava sott'occhio, senza ricerca nè distinzione; i ricordi sono figli del caso, solo gli imbroglioni hanno la memoria in ordine». E ancora: «Il ricordo è un modo d'incontrarsi».

Le citazioni dello scrittore francese Daniel Pennac e del poeta filosofo libanese Kahil Gibran fanno da ispirazione e rispecchiano fedelmente l'idea che ha portato a realizzare la coinvolgente mostra fotografica che sarà possibile visitare fino a martedì a Brazzolo, in occasione della Festa dello Sport che si sta svolgendo in questi giorni.

Un centinaio gli scatti che è possibile ammirare, raccolti da un gruppo di persone. E proprio «l'incontro - evidenziano - è stata la miccia che ha permesso la realizzazione di tutto quel che vedrete. Sì, l'incontro virtuale di un gruppo di persone che vivono o hanno vissuto a Brazzolo, che hanno il paese nel cuore. Tanto da creare un gruppo su Facebook (grazie a Luca Guerrini, il fondatore) dal nome “Noi che siamo cresciuti a Brazzolo”».

Per cui qui sono comparse le prime foto, i primi racconti, i primi aneddoti, ma anche l'incontro, spiegano ancora gli organizzatori, «di chi si è lodevolmente prodigato a cercare foto sempre più' belle ed originali, con chi quelle foto generosamente le ha donate, magari portandole dal proprio salotto o cassetto dei ricordi alle disponibilità di tutti noi. A loro va il ringraziamento più' grande».

Anche occasione «d’incontro tra generazioni, che nello spazio di pochi metri si passano il testimone di quello «che siamo stati, di quello che siamo e di quello che saremo». A completare la mostra e il tutto, vi è visto che siamo in tema, anche una raccolta delle squadre che si sono succedute nell'Ac Brazzolo. Dicono ancora gli organizzatori della mostra fotografica, che «non capiremo mai noi stessi. Se non ci immergiamo fino in fondo in quello che è stato il nostro passato».

Franco Corli

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