Pillole dell’amore dalla Thailandia
Due denunciati, i ricavi servivano a finanziare i viaggi. Indagine della polizia partita da un incidente mortale
È partita da lontano, con una tragedia della strada, la scoperta di un traffico di “pillole dell’amore” dalla Thailandia al Ferrarese. Due persone, al termine degli accertamenti della Squadra mobile, sono ora indagati per vendita illegale di medicinale senza prescrizioni mediche. Si tratta di un uomo residente a Renazzo - già indagato per omicidio colposo in seguito all’incidente mortale - e di un suo amico residente a Cento.
La prima traccia di sostanze sospette era saltata fuori il 6 agosto scorso, quando la Polizia Stradale - nell’ambito delle procedure conseguenti a un grave sinistro - ha compiuto un’attività tecnica di rilevamento sull’autocarro guidato dal renazzese, che ne è anche il proprietario. Il mezzo era sotto fermo amministrativo in un deposito auto in Comune di Argenta, e durante l’ispezione i poliziotti della Stradale hanno trovato un barattolo di gomme da masticare di colore nero e con la scritta “HF”. Il sospetto era che si trattasse di ecstasy e le successive analisi da parte della Scientifica parevano confermarlo: il narcotest è risultato positivo al Mdma, ovvero la molecola che appartiene al gruppo dei derivati sintetici della metanfetamina, megli conosciuta appunto come ecstasy. Ma nella casa di Renazzo di ecstasy non c’era traccia, del tutto negativa la perquisizione compiuta dalla Squadra mobile. E il motivo lo ha spiegato lo stesso renazzese: quelle strane gomme, ha ammesso, erano sue. Ma non di ecstasy si trattava, bensì di stimolanti sessuali tipo viagra provenienti dall’estero, che aveva ricevuto in conto vendita da un amico centese.
Il passo successivo, dunque, è stato quello di perquisire la casa dell’amico centese. Quest’ultimo a sua volta ha ammesso di avere le pastiglie nere con la sigla Hf, confermando che si trattava di stimolanti sessuali che si procurava in Thailanda e nelle Filippine con un paio di viaggi all’anno. E le successive, più specifiche analisi sulle pasticche non hanno infatti riscontrato presenza di sostanza stupefacente, e dalla composizione risultavano pertanto compatibili con farmaci tipo viagra.
E così emersa l’attività di commercio di “pillole dell’amore”: ogni spedizione nei paesi orientali fruttava circa mille pastiglie, che poi venivano vendute in Italia e il ricavato serviva a pagare le spese del viaggio, in un ciclo continuo. Suo “socio” era diventato il proprietario del camion, che all’occorrenza vendeva le pasticche ai suoi conoscenti. Ora entrambi condividono anche la denuncia di vendita illegale di medicinale senza prescrizioni mediche.
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