Addio a Inzerillo, storico Provveditore
Alla guida dell’istruzione ferrarese per trent’anni. Non si è più ripreso dopo una brutta caduta
Giuseppe Inzerillo, lo storico provveditore di Ferrara, è morto a 79 anni sabato sera all’ospedale di Cona, dove era ricoverato da sette giorni per la frattura del femore, riportata mentre si trovava in vacanza nella natìa Mazara del Vallo ospite della sorella.
Il quadro clinico del professore si era complicato negli ultimi mesi e la caduta ha aggravato ulteriormente la situazione in un fisico già debilitato a causa di una pesante operazione a cui si era sottoposto in primavera.
La scorsa settimana un’ambulanza l’ha trasportato da Mazara a Ferrara, in un percorso lungo 1.500 chilometri: l’ultimo viaggio di un personaggio che entra di diritto nella storia della nostra città per aver gestito e governato la scuola ferrarese per un trentennio, spesso con piglio autoritario.
«Passano i sindaci, passano i prefetti, passano i questori, passano anche i vescovi, ma il provveditore agli studi qui resta sempre lui».
E’ stato per oltre trent’anni lo slogan scherzoso con cui si indicava a Ferrara il potere longevo e radicato di Inzerillo, saldamente al vertice dagli anni Settanta al Duemila dell’istituzione scolastica della nostra provincia. E in un periodo così lungo di governo inevitabilmente ha potuto contare sugli ossequi e sulle riverenze di tanti che poi non hanno esitato a staccarsi da lui nel momento in cui è diventato un semplice pensionato.
Ha scritto numerosi trattati sulla scuola, essendo un grande conoscitore di nozioni legislative, pedagogiche e didattiche.
Amava comandare e probabilmente anche una fitta rete di rapporti, che aveva costruito e coltivato, gli ha permesso di stabilire un record di permanenza come massima autorità scolastica a Ferrara.
Amava la nostra città, la considerava la sua patria d’adozione ed è anche per questo che ha sempre preferito vivere a Ferrara, anche dopo il congedo professionale. E’ stato per tanti anni un punto di riferimento della vita culturale della città.
Spesso veniva chiamato come relatore e molti ricordano ancora agli inizi degli anni Ottanta un confronto-scontro con un giovanissimo Pierferdinando Casini, che stava muovendo i primi passi nella politica di serie A, in un’aula di liceo gremita all’inverosimile. Sono stati anni di grande trasformazioni per la scuola, di notevoli cambiamenti, con Inzerillo che rimaneva sempre a galla, come certi personaggi politici della Prima Repubblica.
Dopo la lunga parentesi professionale come funzionario scolastico, ha continuato negli anni della pensione a coltivare i suoi interessi culturali: scrivendo saggi e rimanendo sempre in contatto anche con gli amici conterranei di Mazara del Vallo, terra dove trascorreva buona parte delle sue estati.
A renderlo particolarmente vitale e creativo è stata anche la parentesi a palazzo Roverella, dove è stato presidente del Circolo dei Negozianti; qui ha promosso molte iniziative anche editoriali di carattere storico e letterario.
La sua linea più intellettuale che ludica si è però scontrata con quella della maggioranza dei soci ed alla fine ha abbandonato l’attività. Del carattere forte, deciso e poco diplomatico ne abbiamo parlato anche sopra, ma negli ultimi anni, per merito anche della nascita del nipotino Riccardo, si era addolcito. Era un formidabile oratore e gli piaceva alternare concetti e citazioni dotte, dimostrando una cultura enciclopedica. Amava molto anche l’arte. Negli ultimi 15 anni si era trasferito in via Matilde Serao e aveva trasformato l’androne delle scale in una galleria di quadri ed opere d’arte che aveva ricevuto in dono anche da artisti famosi, tanto che i condomini chiamavano quello spazio la “Pinacoteca Inzerillo”. Lascia due figli: Lorenzo e Piera. I funerali si svolgeranno probabilmente domani alla Certosa.
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