Bossi: «Pensiamo al lavoro per i nostri»
Parla il fondatore della Lega Nord: è questa la priorità, non le politiche migratorie
Un passaggio al Palacinghiale di Ponte Rodoni (che nel 2010 ospitò la festa regionale della Lega Nord), per un aperitivo offerto dalla Festa del cinghiale, poi Umberto Bossi si è recato direttamente in Diamantina, per concludere ieri sera ai giardini di Mary la festa provinciale del Carroccio. Un anno fa Bossi era alla festa provinciale e aveva parlato di politiche sull’immigrazione, temendo «un’invasione di clandestini». E ieri sera ha rincarato la dose, spiegando che «questi non sono momenti per fare altre politiche di immigrazione - ha detto Bossi - perché manca il lavoro per i nostri e dobbiamo pensare prima di tutto a loro». Poi, sempre in tema di immigrazione, ha ribadito come facciano bene i sindaci di centrodestra dell’Alto Ferrarese «a negare l’accoglienza ai profughi dell’operazione Mare Nostrum». Poi un riferimento alle prossime elezioni regionale in Emilia-Romagna: cosa farà la Lega Nord se Forza Italia presenterà un proprio candidato? «Devo ancora parlare con gli amici che sono qui, ma dopo questo incontro avremo le idee più chiare e vedremo come muoverci». La giornata in "verde" in Diamantina era cominciata, a dire il vero, ieri attorno alle 13, con il pranzo nel quale sono stati invitati dalla Lega Nord cassaintegrati e esodati. Un modo, fa capire il segretario provinciale della Lega, Fabio Bergamini, per «mostrare che c'è chi, in mezzo alle tante chiacchiere del dibattito politico, non si dimentica di loro. Della legge Fornero (per la quale la Lega ha raccolta le firme per abolirla con referendum; ndr) e delle condizioni che hanno portato ad una situazione difficile il paese». Bergamini approfitta dell'ultimo giorno della festa anche per un consuntivo: «Ci fa molto piacere che Umberto Bossi sia venuto a chiuderla - spiega - perché quando un anno fa aveva anticipato che la presenza della Kyenge nel governo Letta avrebbe portato ad un'invasione di clandestini, molti non ci avevano creduto. Oggi ne sono arrivati ormai 80mila. Al di là di questo, pur nelle difficoltà del maltempo (la festa era iniziata a fine luglio ed è ripresa due settimane dopo; ndr) ho apprezzato l'attenzione riservata dal pubblico al sindaco di Padova, Bitonci, che è un volto nuovo, sicuramente spendibile per il territorio ed anche mediaticamente. Una persone semplice, per dirla tutta: uno di noi. Ed inoltre, abbiamo riportato la barra del dibattito politico verso i temi locali, con il confronto fra i sindaci alternativi alla sinistra dell'Alto Ferrarese». Ieri sera, poi, la conclusione: Bossi è arrivato ai giardini di Mary verso le 21.40, quindi la cena con alcuni dei vecchi amici del movimento e il discorso conclusivo della manifestazione. (mi.pe.) |
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