La Nuova Ferrara

Ferrara

diamantina - ultimo atto della festa provinciale della lega

Bossi lancia la corsa per le regionali

Bossi lancia la corsa per le regionali

Lavoro, immigrazione e l’annuncio: un referendum per togliere il Tfr allo Stato

2 MINUTI DI LETTURA





DIAMANTINA. Arriva con il classico sigaro in bocca, in compagnia dello stato maggiore della Lega Nord, Umberto Bossi, in Diamantina. Reduce da una visita di cortesia alla sagra del Cinghiale a Ponte Rodoni. Appena arrivato viene circondato dai microfoni e ne approfitta per dire la sua sulla vicenda "Mare nostrum". Soprattutto perché un anno fa aveva pronosticato un’invasione di profughi dal nord Africa, a seguito delle politiche inaugurate dall'allora ministro Cécile Kyenge: «Non è questo il momento di fare nuove politiche migratorie. Manca il lavoro per i nostri - dice Bossi, senza girarci attorno - dobbiamo pensare prima di tutto a loro. Questi qui (il governo Renzi; ndr) non si rendono conto che l'Africa non è un piccolo stato, ma un continente. Non possiamo dare i nostri pochi posti di lavoro a loro. L'Italia - attacca Bossi - ha un debito pubblico enorme, tanto che ci hanno spedito una specie di commissario come Monti. Si sono resi conti che i cittadini possiedono quasi tutti la casa, ed infatti hanno tassato gli immobili per rimettere i conti a posto. Abbiamo visto com'è andata». Un debito che secondo Bossi è nato con l'immigrazione dal sud, «per costruire case popolari e ospedali». Cita anche Berlusconi, che «non voleva mettere le mani in tasca ai cittadini. Lo hanno cacciato, perché vogliono governi che tassino. Se ci obbligheranno a rientrare troppo velocemente dal debito, saremo costretti a chiudere gli ospedali. Ci ridurranno come l'Africa, con i recuperi forzosi sul debito. Il Paese così non ce la fa, ci hanno messi in ginocchio». L'Italia non esce dalla crisi: «Prodi ha tolto con un esproprio senza indennizzo il Tfr alle imprese per darlo allo Stato, che serviva per investire su posti di lavoro e innovazione, e lo Stato si è mangiato tutto. E le imprese o sono scappate o fallite, oppure sono finite nelle mani delle banche. Questo è il motivo per cui non usciamo dalla crisi». L'annuncio è di «un nuovo referendum: abrogare la legge di Prodi sul Tfr, affinché resti alle imprese». Da settembre, insomma, «pancia a terra e via a raccogliere le firme - annuncia Bossi - per togliere il Tfr allo Stato». Una proposta di Maroni diceva di usare il Tfr per farne una pensione integrativa, ma le cose sono andate diversamente. «Senza imprese non si fa da nessuna parte». Da qui, partirà la campagna per le regionali; con Bossi e Tremonti in prima linea. (mi.pe.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google