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Candidati vecchi o nuovi? L’Unità che divide

Candidati vecchi o nuovi? L’Unità che divide

Tra il popolo della manifestazione di S. Martino per capire gli umori della base I più si augurano una collaborazione: «Senza esperienza si va allo sbando»

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Festa del Partito Democratico a San Martino, ore 19.45. I posti a sedere nell'ala ristorante sono quasi tutti occupati, al contrario di quelli vicini alla pista da ballo che si riempiranno in tarda serata. Ci sono anche i gonfiabili per i bambini e la tombola per gli adulti, in mezzo due bar e un paio di bancarelle.

Siamo andati in quello che dovrebbe essere il cuore del partito, la sua festa, il luogo di aggregazione per eccellenza. Ma oggi non è come ieri, quando alle feste dell'Unità ci si andava solo se si era iscritti al Pci o se si era comunque inequivocabilmente di sinistra. Oggi questo senso di appartenenza è meno forte, meno spiccato e capita che la gente vada alla festa del Partito democratico in alternativa a una qualsiasi sagra paesana.

È anche per questo che di fronte alle nostre domande molti preferiscono non rispondere o al massimo bypassare il quesito con un comune «Non sto seguendo l'argomento». L'argomento è semplice e, stando al contesto, dovrebbe essere anche di primaria importanza. Parliamo di elezioni regionali.

Nel dibattito sviluppatosi nei giorni scorsi è emerso che una parte di democratici vorrebbero portare avanti rappresentanti già "navigati" con esperienza amministrativa; mentre un'altra parte preferirebbe nomi e volti nuovi per "rinfrescare" il tutto e riavvicinare i più giovani alla vita politica.

«Io sono d'accordo sulla seconda via, quella dei volti nuovi - afferma Adriano Gardellini -, perché hanno entusiasmo. L'esperienza se la faranno sul campo ma io sto dalla parte dei giovani, tocca a loro prendere le redini della situazione».

Elisabetta Soriani, segretaria del circolo Pd, nonostante il braccio ingessato è dietro al bancone della cucina insieme agli altri volontari che corrono tra i fornelli. «Secondo me - sostiene la donna - esperienza e competenza sono caratteristiche imprescindibili per ricoprire un ruolo amministrativo. Non ne faccio una questione anagrafica, non si limita a quello; e poi diciamo che la collaborazione tra le varie figure sarebbe indubbiamente una cosa positiva».

Dello stesso parere è Fabio Govoni che dalla spillatrice aggiunge: «Ci vorrebbe un tavolo comune: i giovani affiancati da quelli che hanno già una vita politica alle spalle. Senza l'esperienza si rischia di andare "allo sbando" ma senza giovani non ci sono novità».

Agostino Lambertini sta ancora valutando la situazione ma accantona l'idea dei giovani "all'arrembaggio" perché «ci vuole comunque una via di mezzo», mentre Adriano Mazzoni ha le idee ben chiare sul da farsi: «Punto su Patrizio Bianchi come presidente e vorrei Calvano e la Paron come consiglieri. Mi piacerebbe - continua - che ci fosse anche la Zappaterra». Anche Lorena Pasqualini è per «i giovani subito e l'esperienza si farà col tempo».

Si delineano dunque tre linee principali: giovani, "navigati" e collaborazione tra le figure. Ma le elezioni sono ancora lontane, ci si penserà a settembre; per adesso meglio godersi la festa.

Samuele Govoni

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