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«Colto e ironico, l’ultimo grande Provveditore»

Giuseppe Inzerillo visita gli studenti all'esame di maturità
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Giuseppe Inzerillo visita gli studenti all'esame di maturità

Oggi alle 15 alla Certosa i funerali di Giuseppe Inzerillo. Le testimonianze

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FERRARA. «È stato l'ultimo Provveditore agli Studi di Ferrara della sua generazione, quando cioè tutta la scuola era fortemente accentrata al Ministero della Pubblica Istruzione». L'assessore regionale Patrizio Bianchi, ha commentato così la notizia della scomparsa di Giuseppe Inzerillo morto sabato sera all'ospedale di Cona . «Ha rappresentato il centro della scuola ferrarese e infatti dopo di lui è iniziata una fase di autonomie scolastiche che ha avuto molte difficoltà a trovare una via di sviluppo. La scomparsa di Inzerillo perciò ci richiama fortemente il senso della scuola nel territorio».

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Quando Inzerillo andò in pensione nel 2003, gli successe Vincenzo Viglione tornato in città da Bergamo dove era stato nominato Provveditore dopo aver lavorato fianco a fianco con Inzerillo dal 1975 al 1996. «Umanamente sono dispiaciuto - ha dichiarato - perché la morte di una persona è sempre un evento drammatico; sul piano caratteriale ricordo però che non sempre ha reso facili i rapporti di collaborazione. Non c'è comunque dubbio che fu una figura molto significativa per la scuola ferrarese; caratterizzò un lungo periodo di attività al Provveditorato dimostrando un'attenzione ai problemi socio - culturali abbastanza “inconsueta” per il ruolo che ricopriva. Quando divenne presidente del Circolo dei Negozianti mi inserì nella programmazione delle serate e mi invitò a cantare; la musica ha anche il potere di appianare molte controversie».

Giovanni Piepoli è oggi il nuovo responsabile di questo sodalizio presente a Palazzo Roverella da moltissimi anni. «Era molto legato al nostro Circolo - ricorda sconsolato - prima come socio per tantissimi anni e poi come presidente. Fu in quella veste che realizzò il progetto di scrivere la nostra storia consultandomi diverse volte e ascoltando le testimonianze di altri soci. Quando presentammo il testo fu un momento molto bello e gliene siamo ancor tutti molto grati».

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Le testimonianze del mondo della scuola, fra insegnanti e colleghi sarebbero davvero troppe da riportare ma alcune legate a particolari situazioni non potevamo tacerle. Come quella di Roberta Monti attualmente dirigente scolastica del Polo agroalimentare estense, che ebbe la sua prima nomina a Massafiscaglia nel 1988 proprio da Giuseppe Inzerillo. «Da quel momento è iniziato il mio lungo rapporto istituzionale con lui e i ricordi sono tantissimi- si interrompe per la forte commozione - È stato un grande Provveditore perché riusciva a coinvolgerci e soprattutto a starci vicino nel nostro percorso di presidi, pronto a darci una mano ma anche a rimproverarci se commettevamo qualche errore. Ci riprendeva sì, ma mai di fronte agli altri colleghi. Per questo l'ho sempre considerato un prezioso amico».

Anna Quarzi dopo essere stata docente di scuola media e dipendente del Provveditorato, ricopre ora il ruolo di direttrice dell'Istituto di Storia Contemporanea. «Amava moltissimo la storia per cui quando ci fu proposta la pubblicazione del libro "Una scuola nella guerra- La scuola media ferrarese dal 1940 al 45" nel quale lui scrisse alcune pagine molto importanti, non ci tirammo indietro. Era una persona di grande professionalità e cultura che ha governato la scuola difendendola sempre a spada tratta».

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Colto ma anche di grande apertura mentale; lo dimostra il consenso che diede all'innovativo Progetto Cinema Scuola proposto dalla docente Anna Ardizzoni e Antonio Azzalli. «Per 28 anni ne fui la segretaria - rammenta Anna - trasformando Ferrara e molti Comuni del territorio nel simbolo della presenza della scuola italiana nel cinema. Da quel progetto derivarono il Cine Circolo Insegnanti e La targa Progetto Cinema Scuola durante la quale consegnammo un riconoscimento ai più famosi registi italiani. Non solo ma in occasione della Mostra del cinema di Venezia dove andavamo con gli studenti vincitori lui veniva sempre con noi portando l'ironia delle sue battute e delle sue osservazioni».

Margherita Goberti

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