Dalla Rocca a San Rossore con trentamila scout
Alla Route nazionale 54 ragazzi centesi con le loro guide e don Giulio Gallerani «Un’esperienza unica». La telefonata di papa Francesco e l’incontro con Renzi
CENTO. «Noi, tra oltre 30mila ragazzi che hanno percorso le strade di tutta Italia all’insegna del coraggio». Un'esperienza impossibile da dimenticare, quella vissuta dai 54 scout centesi che hanno partecipano alla Route nazionale, la “strada” del coraggio d'Italia dedicata a Rover e Scolte dell’Agesci. Dopo aver percorso i sentieri regionali, nelle Marche per il clan L'Orma e in Emilia per il clan La Rocca, i due gruppi di scout centesi hanno preso parte al campo allestito dal 7 al 10 agosto, nella tenuta di San Rossore. Con i ragazzi, le guide (Diego Balboni, Valentini Brilli, Sandro Gandolfi ed Elisa Gilli, Federico Colletti, Stefania Cherubini e Antonio Roncaglia), e don Giulio Gallerani che commenta: «Tutta l'Italia si è ritrovata al grande raduno scout, dove tutti noi abbiamo vissuto un'importante esperienza d'apertura e condivisione». Anche per i ragazzi, rientrati a Cento domenica notte, giorni speciali. Ecco alcuni commenti a caldo: «Un'esperienza unica – riferisce Veronica - che ricorderò per sempre. Vedere 30mila persone vestite di blu sventolare fazzolettoni di ogni colore, è stato mozzafiato. Ho provato emozioni uniche e inspiegabile». Dalla vita comune, sono nate belle amicizie: La Rocca si è gemellata con due clan di Roma e della Puglia, mentre fratellanza fatta tra L'Orma e due gruppi di Marche e Lombardia. «La route non può che aver lasciato un segno in ciascuno di noi - commenta Roberta - tra laboratori, tavole rotonde e spettacoli, un'occasione unica per riflettere sul tema del coraggio». Poi la stesura della Carta del Coraggio, consegnata al capo del governo Renzi, e al cardinal Bagnasco (presidente Cei). «La fatica - racconta ancora Roberta - non ha prevalso sulle emozioni e le soddisfazioni provate». Poi durante la messa, la telefonata di Papa Francesco con un appello ai ragazzi di «non stare fermi, di continuare a credere, investire e lavorare per un futuro migliore». La testimonianza di Nicola: «Arrivati a San Rossore mi ha colto un'enorme ansia. Volevo tornare a casa. Era tutto troppo più grande di me. Ma mi sono fatto Coraggio e, come gli altri, ho cercato di vivere tutto nel migliore dei modi. È stata un'emozione indescrivibile, che mi ha fatto venire voglia di essere più scout di quanto già non fossi prima. Vivrei San Rossore ancora e ancora. È stata l'esperienza più emozionante che io abbia mai vissuto con gli scout, e di sicuro una delle più significative della mia vita... finora». Per Filippo, un'esperienza «istruttiva e divertente che non si può perdere nella vita». Se per Simone, la route è stato «un modo piacevole per conoscere altri clan», per Lucia, l'incontro di San Rossore l'ha resa «ancora più consapevole di cosa significa essere scout e di quanto io sia fiera di esserlo. In mezzo a 30mila persone, ci si sente parte di qualcosa di grande e di forte. Emozioni che auguro a tutti». E , inizialmente sospettoso, Lorenzo si dice «felice e divertito», mentre a Camilla, la Route ha donato tanto: «Mi ha fatto crescere: un’esperienza unica, impossibile da dimenticare». (b.b.)
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