Vittorio Sgarbi: «Lo volevo assessore a Salemi»
E fa un appello: esorto il sindaco Tagliani a dedicargli subito una via
FERRARA. Vittorio Sgarbi rimane profondamente stupito e dispiaciuto quando apprende dalla Nuova Ferrara della morte dell’ex provveditore Giuseppe Inzerillo.
«Il nostro - spiega Sgarbi - era un rapporto di amicizia e di consapevolezza politica e culturale che durava dal 1972. Ricordo che quando era giovane provveditore e io ero quasi laureato, mi dava utili consigli sulle supplenze. Siamo diventati molto amici negli anni Ottanta. Si incontrava spesso con mio zio Cavallini e altri intellettuali, era una persona culturalmente vivace».
Sgarbi svela anche un particolare: «Quando sono diventato sindaco di Salemi ho pensato a Inzerillo, siciliano di Mazara, come assessore alla cultura, perché aveva buone doti di politico. Negli anni Settanta infatti, nei periodi della contestazione giovanile, era considerato il male assoluto perché rappresentava l’istituzione, ma lui è sempre riuscito a mediare. Mi lasci dire infine che esorto il sindaco Tagliani a dedicargli subito una via. Lo merita».
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