È violento, allontanato subito da casa
Polizia, per la prima volta scatta a Ferrara il provvedimento contenuto nella nuova legge contro il femminicidio
Quando gli agenti della Volante sono entrati in casa - il terzo intervento in tre giorni - non si è nemmeno preoccupato di smettere di mangiare e di bere vino, nè si è trattenuto dal continuare a rivolgere alla compagna minacce pesanti: «Io ti ammazzo».
Erano da poco passate le 21.30 di lunedì sera e poco prima alla centrale operativa del 113 era arrivata una richiesta di aiuto da parte di una donna terrorizzata dal compagno manesco e violento.
Quella casa del quartiere Barco del resto era tutt’altro che sconosciuta alla polizia e ai carabinieri. Il giorno prima una Volante era accorsa per la segnalazione di un’accesa lite in famiglia, sabato invece era toccato ai carabinieri e così pure a fine luglio.
A raccontare l’inferno familiare, non solo i lividi e alle braccia mostrati dalla donna, ma anche gli insulti e le minacce urlate dal compagno alla presenza dei poliziotti. E se non si tratta di reati per i quali è previsto l’arresto, gli agenti hanno comunque ravvisato una situazione di serio pericolo per la convivente di quell’uomo violento, un 54enne già conosciuto alle forze di polizia per reati contro la persona e contro il patrimonio. Per questo nei suoi confronti, ottenuta l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria, è stato disposto l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, un provvedimento previsto dalla recente legge contro il femminicidio e che a Ferrara è stato applicato per la prima volta.
La compagna, nonostante i segni delle percosse, non ha voluto comunque sporgere denuncia (per prognosi inferiori ai venti giorni si procede infatti su querela di parte), ma l’uomo è comunque finito nei guai per minacce gravi, nonché detenzione illegale di armi, esplosivi e strumenti atti a offendere.
Durante l’intervento infatti gli agenti hanno svolto una perquisizione, trovando nell’armadio della camera da letto un machete con la lama di 40 centimetri, oltre a sette proiettili infilati in una canalina di plastica. Il materiale è stato sequestrato e l’uomo, per effetto immediato del provvedimento giudiziario, è stato allontanato da casa. Una decisione motivata non solo dalle gravi minacce rivolte alla compagna - una cinquantenne psicologicamente molto provata - e dalle armi detenute illegalmente nell’abitazione, ma anche dalla preoccupante frequenza con cui gli operatori delle forze dell’ordine sono stati chiamati per sedare violente liti familiari. A fine luglio un primo intervento dei carabinieri, poi altre tre richieste di aiuto per tre giorni consecutivi: sabato ancora i carabinieri, e domenica e lunedì le Volanti di polizia.
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