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L’estate incerta e piovosa per ora non minaccia l’uva

L’estate incerta e piovosa per ora non minaccia l’uva

Con la pioggia bisogna aumentare i trattamenti e questo incide sui costi Il produttore Mattarelli: «Il sole è importante adesso nella fase di maturazione»

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È ancora presto per parlare di vendemmia certo ma, il maltempo, le piogge insistenti e le temperature non proprio sempre estive, hanno influito o stanno influendo sui vigneti? Secondo il parere di Emanuele Mattarelli, titolare dell’omonima azienda vinicola, il raccolto per ora non sarebbe in pericolo. «Il maltempo influisce sull’uva come su tutto ciò che viene coltivato in campagna. Le piogge – afferma Mattarelli – possono influenzare la maturazione così come altri fattori tipo umidità e temperature moderate. Fortunatamente però fino ad ora sembra non ci siano grossi problemi sul grappolo». Mentre in tutta Italia, e certo il Ferrarese non è escluso, gli agricoltori contano i danni causati da pioggia, vento e grandine che si avventano come mannaie sulle campagne, per le viti e il futuro vino non è ancora il momento di correre ai ripari.

«Anche noi abbiamo dovuto combattere – spiega Mattarelli – poiché i costi della manutenzione aumentano quando la stagione è piovosa. Si devono effettuare un maggior numero di trattamenti per mantenere l’uva in buono stato sanitario». L’estate “fredda” ha bilanciato la calda primavera che aveva anticipato la maturazione delle piante. «Se tutto va bene – prosegue – la maturazione dei primi vigneti bianchi, utilizzati per Sauvignon e Chardonnay, comincerà nell’ultima quindicina di agosto. In linea con i tempi canonici dunque perché il processo è stato mitigato da un’estate tutto sommato tiepida». Naturalmente non è ancora il momento giusto per cantare vittoria, nemmeno per le aziende vinicole. «Quello che temiamo maggiormente è la mancanza di sole. Senza il quale l’uva non può maturare e quindi se le piogge continuano la situazione potrebbe peggiorare».

Sicuramente i grappoli hanno un vantaggio dalla loro rispetto ad altri frutti come, ad esempio, le pere: se una pera viene ammaccata dalla grandine, difficilmente potrà essere inserita sul mercato al dettaglio, al massimo potrà essere destinata a quello industriale per la fabbricazione di succhi. «L’uva invece non deve rispettare ad ogni costo certi canoni estetici perché, essendo utilizzata per fare il vino, viene in larga parte schiacciata. Speriamo che la stagione migliori e – conclude Matterelli – che sul raccolto non ci siano particolari sorprese».

Samuele Govoni

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