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«Una grande personalità che ha lasciato il segno»

«Una grande personalità che ha lasciato il segno»

L’ultimo saluto allo storico Provveditore, per trent’anni alla guida della scuola Insieme ai familiari anche diversi presidi ed esponenti della cultura ferrarese

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Giuseppe Inzerillo per tanti anni Provveditore agli studi di Ferrara e Provincia, è stato salutato ieri per l’ultima volta nella Sala del Commiato della Certosa da familiari, parenti e amici. Oltre ai due figli, ai nipoti, alla nuora e al genero, dalla Sicilia è arrivata la sorella Vita che, inconsolabile e affranta, ha più volte accarezzato singhiozzando la bara prima di doversi staccare definitivamente dall’amato fratello. Tantissimi gli ex presidi, da Martorana a Baruffaldi, da Finessi a Raminelli a Fugaroli; fra chi è in servizio c’era la dirigente Roberta Monti e fra gli amici l’ex vice prefetto Gugliata e Paolo Micalizzi, che ha condiviso con Inzerillo la passione del cinema.

Semplice ma profonda l’omelia di don Carlo che pur precisando di non aver mai potuto parlato con il defunto, aveva potuto apprezzare in più occasioni le sue qualità umane e di persona coltissima.

«Un uomo che è sempre stato in grado di dare il meglio di se stesso così da rappresentare per giovani studenti e per docenti, un punto fermo. Ce ne vorrebbero di persone come lui…….Un “ cristiano” nel vero senso del termine, perché cercava la verità e il suo compito era incontrare tutti per dare suggerimenti e consigli». Il sacerdote si affida poi a due grandi nomi della letteratura; il siciliano Sciascia che sosteneva probabilmente d’accordo con Inzerillo che “è il morire l’ultima speranza” e Pascal che nel dialogo fra Dio e l’anima arriva a dire: non quando ti giudicherò ma quando ti perdonerò».

Una dedica a Inzerillo l’ha fatta, a margine della cerimonia, Sisto Finessi, già preside per oltre vent’anni dell’Istituto tecnino e commerciale “Guido Monaco” a Codigoro: «Chi si ricorda dei tanti provveditori che si sono succeduti a Ferrara? Nessuno. Invece, chi si ricorda di Giuseppe Inzerillo? Tutti i ferraresi». Finessi ne ha completato il ritratto con queste parole: «Era un uomo che raccoglieva simpatie e anche antipatie perché dotato di personalità dal carattere forte e non certo permeato di arti pseudo diplomatiche di cui peraltro sono dotati personaggi che dietro di sé, non lasciano nulla».

Margherita Goberti

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