Venti platani pericolanti Potatura d’emergenza
Operazione a Francolino: le piante erano morte e c’era il rischio cedimenti «L’abbattimento era necessario per l’incolumità dei cittadini»
Questione di ore e poi l’intervento di abbattimento di 20 platani a Francolino si concluderà. Con un sospiro di sollievo dei residenti che in queste ultime giornate estive hanno avuto come sottofondo il sordo rumore della sega e le vibrazioni del suolo sul quale si abbattevano i grossi tronchi, e degli automobilisti che non dovranno più mettersi in coda per superare il tratto della provinciale che attraversa il paese bloccato da grossi macchinari. Qualcuno si è anche lamentato perchè, a suo parere, gli alberi venivano lasciati cadere pesantemente sull’asfalto da poco rifatto.
«Immagino che questo duplice disagio – commenta il responsabile del cantiere della ditta Boschiva, riferendosi al rumore e alle code – abbia procurato alcune lamentele, ma non si poteva fare altrimenti. Questi platani erano morti e rinsecchiti per cui rappresentavano un serio pericolo per l’incolumità delle persone. L’amministrazione comunale non poteva giustamente prendersi la responsabilità di eventuali conseguenze per cui ha inviato un agronomo per una valutazione, che non solo ha confermato la necessità dell’abbattimento ma addirittura l’urgenza. Infatti recentemente alcuni residenti avevano già denunciato che molti rami secchi erano caduti nelle loro proprietà; un segnale chiaro che qualcosa non andava in questi alberi ed ecco quindi giustificata la nostra presenza ormai da una settimana».
Secondo il responsabile del cantiere Boschiva - incaricata dal Comune dell’abbattimento - questi 20 platani però non sono gli unici della zona ad essere morti. Il suo occhio esperto ne ha individuati altri, ma sarà nuovamente l’agronomo che deciderà cosa fare dopo una successiva ispezione. Specializzata in questi tipi di interventi Boschiva ha appena terminato un analogo intervento in via Padova.
«Oltre a tagliare gli alberi – conclude il responsabile – dobbiamo anche provvedere a rimuovere il materiale di scarto e sono quintali e quintali di legname.
E pensare che fino ad una sessantina di anni fa rappresentava una vera risorsa per il riscaldamento di tante famiglie senza considerare che era anche fondamentale per le industrie cartarie e tessili; oggi invece non lo vuole più nessuno e noi siamo costretti a smaltirlo negli inceneritori».(m.g.)
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