«Ci sono troppi impianti» I benzinai lanciano un Sos
«La concorrenza esasperata sta limando i guadagni dei gestori O si fanno attività collaterali o si rischia l’estinzione della professione»
Benzinai, una professione in piena crisi, tra le più penalizzate in questi anni dalla forte recessione economica. Gli esercenti che hanno un impianto di benzina non riescono più a coprire i costi con i guadagni.
«Il settore è in piena crisi - dichiara Michele Rosati, responsabili per la provincia di Ferrara della Faib Confesercenti - dalla raffinazione, passando per la logistica, e arrivando alla distribuzione. I consumi sono infatti in calo costante da 5 anni, se non gira l’economia non girano neanche i mezzi, sia dal punto di vista commerciale che da quello turistico. Uno dei problemi principali riguarda anche l’esasperata liberalizzazione. È un settore talmente liberalizzato che ormai ci sono tantissimi impianti sul territorio, invece per una maggiore armonia del mercato dovrebbe essere il contrario. Da anni si parla di una razionalizzazione di almeno un 30% in quanto sono ancora troppi e non sono destinati a calare. L’importante per la logistica è limare le spese e alla fine negli impianti piccoli, il gestore non riesce a far quadrare i bilanci».
A questo, fa osservare Rosati si aggiunge anche il problema della sicurezza degli impianti che necessitano di una continua manutenzione.
«L’impianto abbandonato a se stesso - spiega Rosati - rappresenta un pericolo. Si vende un prodotto infiammabile vicino alle abitazioni e alle strade e bisogna avere la massima cura ed attenzione. Gli utenti inoltre, su questo fronte, devono anche loro prestare attenzione, oltre a non fumare in prossimità di un’impianto che eroga carburante, bisogna evitare anche di usare il cellulare. Tantissima gente continua a telefonare non sapendo che è pericoloso perché può mandare in corto circuito delle apparecchiature collegate all’erogazione self. E se non c’è in quel momento un gestore che controlla sono problemi seri, senza contare quegli impianti con erba alta e sporco». Ma come uscirne da questa situazione che sembra un vicolo cieco.
«Ci sono poche soluzioni - osserva il rappresentante dei benzinai di Confesercenti - per prima cosa occorrerebbe fare degli impianti con attività collaterali, in grado di offrire spazi per le nuove esigenze della clientela. In città a Ferrara abbiamo pochissimi impianti che possano ospitare camion o camper, non hanno la possibilità del ricambio di liquidi nei mezzi. Tra l’altro lancio un’altra denuncia, ci sono moltissimi impianti che non sono in grado di dare assistenza a persona con difficoltà motorie».
La concorrenza spietata nata in questi anni ha prodotto anche un’erosione del margine minimo di guadagno che in pratica si è dimezzato passando da 4 a 2 centesimi. «La compagnia petrolifera - conclude Michele Rosati - vende la benzina a un prezzo superiore al benzinaio e questo è a suo volta chiamato a partecipare alle campagne di sconto e questa situazione è ferma ormai da 5 anni. Senza contare che esistono ipoteche sulle accise fino al 2017 con decisioni prese anche dai governi precedenti. Ma di questo passo, oltre ai consumi ci sarà una forte contrazione pure del gettito fiscale». (g.p.z.)
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