L’Aquilone decollerà, cantiere avanti senza soste
I lavori per la nuova scuola d’infanzia dovrebbero terminare a metà settembre Idem per la Ercoli Mosti. Modonesi: «Restituiamo alla città due strutture sicure»
FERRARA. Due anni e tre mesi dopo la prima scossa, stanno per rimarginarsi alcune tra le ferite più evidenti inferte dal sisma del 2012 all’edilizia scolastica. Il terremoto rese infatti inagibili la scuola primaria Ercole Mosti di via Bologna e la scuola d’infanzia Aquilone di viale Krasondar.
Ieri mattina sopralluogo dell’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi, accompagnato da Ferruccio Lanzoni (dirigente Servizio Edilizia), Luca Capozzi (capo Settore Opere Pubbliche), Mauro Vecchi (direttore Istituzione scolastica) e Donatella Mauro (dirigente pedagogica Istituzione scolastica). «Il cantiere va avanti spedito – ha detto Modonesi in via Mambro, dove sta sorgendo il nuovo Aquilone – e sarà aperto anche il 14, 15, 16 e 17 di agosto. Ricordiamoci che solo nel marzo scorso, appena prima che cominciassero i lavori, in quest’area c’era il verde. Il contratto fissa la conclusione dei lavori al 27 settembre, ma se va avanti così potremmo farcela già per la metà del mese». La data si aggira intorno al 15 settembre anche per l’Ercole Mosti. L’assessore ci tiene a ribadire che «restituiamo alla città non solo due scuole agibili e sicure, ma arricchite dal certificato antincendio e da scelte innovative per il risparmio energetico».
«Dal terremoto siamo usciti in avanti – conferma Vecchi –, e in particolare in questa zona di viale Krasnodar manteniamo un presidio scolastico importante». Donatella Mauro parla di una scuola «partecipata, il cui spazio esterno e il cui arredo sono stati concordati con le famiglie. Ogni aula sarà collegata con l’esterno e ci sarà anche un’aula tutta a vetri in giardino in cui i bimbi giocheranno con gli elementi naturali».
Negli aspetti edilizi è entrato Lanzoni: «Le strutture sono in legno, le pareti coibenti all’interno e all’esterno, sul tetto è installato un impianto fotovoltaico da 26 kilowatt». L’impianto elettrico prevede corpi illuminanti a led; non sarà necessario aprire le finestre grazie alla ventilazione meccanica controllata. Previsto il recupero delle acque piovane per i wc. In totale si tratta di cento posti e mille metri quadrati costati un milione e 316mila euro, «1.300 a metro quadro» faceva notare Modonesi. Impresa aggiudicataria è la Arco Lavori di Ravenna. Completamente diverso l’intervento in via Bologna, dove si è puntato al recupero di una struttura che nacque come villa patrizia: ora sta venendo ripristinata e portata in linea con le normativa antisismica; la spesa è di un milione e 188mila, esecutrice la Opere Edili di Padova.
Gabriele Rasconi
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