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clamoroso furto

Rubato un Guercino da una chiesa di Modena

Un particolare dell'opera rubata
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Un particolare dell'opera rubata

Per Sgarbi l’opera può valere tra i 5 e i 6 milioni di euro. Il critico d’arte accusa le istituzioni

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MODENA. Un furto clamoroso, tanto che si stima sia il più rilevante degli ultimi vent'anni nel campo delle opere d'arte. Il bottino è un dipinto del Guercino, il grande artista centese, datato 1639. La "Madonna e il Bambino con i Santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo" è stata trafugata dalla cappella a sinistra dell'ingresso di San Vincenzo, una chiesa di Modena.

Si suppone che il colpo sia stato compiuto nella notte tra domenica e lunedì. Tuttavia, la scoperta è stata fatta solo ieri mattina dal parroco, don Gianni Gherardi. Verso le 11 passando per caso ha notato la porta aperta. Ha avvisato il 113 e poco dopo è arrivata la prima pattuglia della Squadra volante. Poco dopo altre due auto con gli agenti e intorno alle 12 gli esperti della Scientifica che per ore hanno controllato e preso rilievi in tutta la chiesa, intorno al portone principale e anche al portone della canonica in via Gherarda. Ma finora non è emersa alcuna traccia utile, come ha confermato anche il sostituto procuratore Claudia Ferretti al termine del sopralluogo. Altro elemento misterioso: nessun segno di effrazione su serrature e portoni. I ladri erano in possesso delle chiavi, forse. Ma molto più probabilmente uno di loro si era fatto chiudere all'interno dopo la messa domenicale. Infatti San Vincenzo, dopo il terremoto, resta sempre chiusa salvo che per la messa domenicale di mezzogiorno. All'indagine collaborano anche i super-esperti in furti d'arte del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei carabinieri.

L’opera è di grandi dimensioni (senza cornice di 293x194 cm; con cornice di 332x230 cm) e rappresenta la composizione di un gruppo che con movimento ascensionale sale dai due santi alla Madonna con il Bambino. Secondo Vittorio Sgarbi il quadro può valere «tra i 5 e i 6 milioni di euro», anche se a questo punto è definito come "non piazzabile". A meno che qualche collezionista non abbia commissionato il furto. Il critico d’arte punta poi il dito sulle istituzioni alle quali attribuisce una responsabilità grave: «In quella chiesa non c'era un sistema d'allarme - sottolinea Sgarbi -: come è possibile che la soprintendenza abbia permesso che un'opera così preziosa rimanesse lì senza sicurezze?».

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