Sulla ricostruzione le opposizioni non vedono vantaggi
Secco il no di Lega, Noi Che, PpF e Fi al piano comunale «Manca una programmazione complessiva»
CENTO. Lega Nord, Noi Che, Per le Frazioni e Forza Italia, tutte le opposizioni hanno detto no alla prima tranche del primo stralcio della Piano della Ricostruzione. Tra i punti inseriti nell’atto urbanistico, approvato a maggioranza dai gruppi Pd e Fds, i consiglieri Lorenzo Magagna (Lega Nord) e Marco Mattarelli (Noi Che) hanno criticato l'operazione di vendita dell'area comunale di via Luigi Tenco e di acquisto di Casa Pannini. Nel Piano infatti, la vendita dell'area incolta di via Tenco (un tempo indicata come area per la realizzazione di una casa protetta, ma da 10 anni non più nella pianificazione socio-sanitaria di Cento) per trasformarla in un nuovo insediamento residenziale.
Con il ricavato di 1milione 400mila euro, la giunta pianifica da un lato l'acquisto dell'area dove sorgerà il nuovo deposito delle autocorriere, che non sarà più nella zona del Bennet. Dall'altro, l'ipotesi di acquisizione a patrimonio pubblico, e per 850 mila euro, di Casa Pannini. «Tutto questo - hanno commentato i due consiglieri - in una città dove ci sono oltre mille appartamenti vuoti. Un errore, oltre che uno spreco di risorse».
Dopo aver appena riconfermato in aula gli organismi civici, e in vista della surroga dei consiglieri dimissionari, la Ferrarini ha domandato il motivo per cui non è stato chiesto, come previsto dal Regolamento comunale e prima dell'approvazione del piano urbanistico, il parere obbligatorio delle consulte centesi. E sul Piano disegnato dall'amministrazione Lodi, Mattarelli ha ribadito: «Una variazione al Prg vigente e al Psc adottato, e un interpretazione data ad uno strumento urbanistico messo a disposizione dal commissario Errani per la ricostruzione, che non mi trova d'accordo. Dubito che questo piano, approvato con tanta fretta in questo primo stralcio, abbia o avrà degli effetti positivi sui centesi e sul Pil di Cento».
Secondo Mattarelli infatti i soli che ad oggi trarranno vantaggio dal piano sono «quegli imprenditori che, attraverso un'amministrazione di sinistra che punta a sostenere la libera impresa e l'espansione economica di questa città, intendono espandersi. Ma manca un programmazione complessiva».
Lo stabile definito Le Fornaci diventerà un nuovo discount che «sempre su via Bologna, si aggiungerà agli altri centri commerciali esistenti o in espansione. Questo non farà altro che intasare l'area, con poca ricaduta positiva per la città e uno svantaggio certo per le attività commerciali del centro storico».
Ai dubbi del consigliere di Noi Che sull'intervento concesso alla ditta Molini Pivetti Spa, la replica del sindaco: «Un ampliamento tra via Lamborghini e via Tassinari e una razionalizzazione che dovrà risolvere il problema della viabilità e i rischi legati al traffico ed alle attese dei mezzi pesanti sulla via centrale di Renazzo. Coinvolgeremo le consulte sulla seconda tranche».
Beatrice Barberini
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