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Gli islamici di Ferrara: anche noi preghiamo per la pace

Gli islamici di Ferrara: anche noi preghiamo per la pace

Anche gli islamici di Ferrara condannano il genocidio iracheno. Non è solo l'Arcivescovo Luigi Negri nella sua battaglia agli omicidi di massa e alla guerra. I musulmani che vivono nella nostra città...

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Anche gli islamici di Ferrara condannano il genocidio iracheno. Non è solo l'Arcivescovo Luigi Negri nella sua battaglia agli omicidi di massa e alla guerra. I musulmani che vivono nella nostra città ripudiano la violenza e si uniscono al coro di chi non vuole la guerra. «Lo dice il nostro Corano che si può trovare in lingua italiana nelle librerie del centro storico - dice il segretario dell'associazione Pakistana ferrarese Mohamad Zaheer -, chi ammazza una persona cristiano o musulmano che sia ha una colpa grandissima; come il caso di chi salva una vita che a prescindere dalla religione con un gesto del genere salverebbe tutte le persone, come scritto nel Corano. Il messaggio è lo stesso del Vangelo e dei suoi comandamenti: non uccidere. «Il nostro profeta ha detto di non toccare nessuno, cristiano, buddista o musulmano non fa differenza, chi uccide non è come noi, vuole dire che non è uguale al nostro vicino». La questione religiosa passa in secondo piano quando a rimetterci sono donne o bambini. «La nostra religione ci insegna di non toccare la chiesa o altro luogo di culto, chi lo fa sbaglia, il nostro profeta ha detto di non toccare la sua casa o la chiesa degli altri; a nome degli islamici ferraresi, sono favorevole a quello che dice la chiesa cristiana. Ripeto, chi ammazza non c'entra con la religione». Mohamed è del Pakistan e vive in Italia da dieci anni, mentre a Ferrara gestisce una kebaberia di via Garibaldi. E' uno studioso del Corano e legge le preghiere per i fratelli il venerdì nella moschea di via Oroboni. «Siamo in tanti, ma iracheni no che io sappia; ci sono molti pakistani o marocchini invece». Anche il presidente dell'associazione pakistani ferraresi e co-responsabile della moschea di via Oroboni è dello stesso parere. «Siamo contro la violenza - aggiunge Waheed Akbar -, non esistono uccisioni senza motivo e la nostra religione non istiga all'omicidio. La guerra va sempre condannata, preghiamo affinché non ci sia più».

Corrado Magnoni

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