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Difende il negoziante, finisce in coma

Alessandra Mura
Aggressione in negozio
Aggressione in negozio

Ferito gravemente da due bottigliate in testa, il gestore colpito al volto con un coltello. Un uomo arrestato dalla polizia

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FERRARA. È intervenuto in soccorso di un amico, accerchiato da due rapinatori che volevano portargli via l’incasso, ed è stato ridotto in fin di vita a bottigliate sulla testa. Il primo colpo alla tempia, il secondo - micidiale - dietro l’orecchio: la bottiglia si è spaccata e le schegge gli hanno provocato un’emorragia cerebrale. Ahmed Shamim, bengalese di 36 anni, è ricoverato in coma, intubato, nel reparto di Rianimazione del Sant’Anna.

Era arrivato a Ferrara nel 2012 con l’ondata dell’emergenza profughi e qui a Ferrara svolge diversi lavori attraverso la cooperativa sociale Camelot, con un permesso di soggiorno di cinque anni rilasciato per motivi umanitari. A mettere in bilico il suo futuro, così tenacemente difeso, è stata una manciata di minuti poco dopo le 20 di giovedì, nel negozio di alimentari gestito da un suo connazionale tra corso Porta Po e via Delle Barriere. Bilancio: due feriti, un uomo arrestato dalla polizia e altri due ricercati.

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A raccontare quegli attimi di insensata violenza è Alam Sofu, 28 anni, gestore del negozio aperto nel 2003, finito a sua volta all’ospedale con un taglio alla guancia sinistra. «Verso le otto di sera sono entrati due uomini dall’ingresso di via Barriere, sembravano normali clienti». Sofu aveva però riconosciuto uno dei due, già incontrato in un paio di occasioni, entrambe abbastanza spiacevoli: un anno fa aveva cercato di portargli via una bottiglia di shampoo infilandola nello zaino; successivamente alcune lamette da barba. Sofu lo aveva sempre scoperto, ma si era limitato a farsi restituire la merce e a lasciar correre. Questa volta le cose hanno preso una piega ben diversa.

«Uno dei due ha preso due bottiglie di birra da 33 cl e le ha messe sul banco della cassa. “Sono due euro”, ho detto. A quel punto il secondo dei due si è avvicinato, ha alzato la maglietta e mi ha mostrato il coltello infilato nella cintura».

Sofu aveva avuto l’accortezza di non aprire la cassa e i due malviventi si sono fatti sempre più minacciosi per farsi consegnare l’incasso. «Cercavamo di schiacciare pulsanti a casaccio per aprire il cassetto e ripetevano “Apri! apri!”. Io con la mano difendevo la cassa, e intanto cercavo di convincerli a lasciar perdere. “Vi regalo le birre, andate via”». Per tutta risposta uno dei due gli ha dato una sberla ed è a quel punto che è intervenuto Shamim. «È entrato nel negozio e ha cercato di fermarli. Il secondo dei due ha afferrato una bottiglia e lo ha colpito due volte. Purtoppo erano quelle da 33 cl, col vetro sottile, e al secondo colpo si è spaccata. Il mio amico è caduto a terra. Intanto il rapinatore col coltello ha preso un cutter e mi ha tagliato la guancia mentre cercavo di chiamare la polizia col cellulare».

A dar man forte ai malviventi è sopraggiunto un terzo uomo che oltre a infierire su Shamim ha colpito Sofu con un pugno in bocca. In soccorso dei due bengalesi è intervenuto un connazionale che da una finestra aveva visto il ferito a terra.

«Gli ho passato il cellulare e ha chiamato la polizia. Io intanto stavo trattenendo uno dei due per la maglietta, ma lui è riuscito a sfilarsela e a scappare insieme al complice. Allora ho agguantato il terzo uomo per la cintura. Gli altri due hanno tentato di tornare indietro, ma stava arrivando la polizia e sono scappati».

Gli agenti delle Volanti hanno così arrestato per tentata rapina Bahri Frej, 44 anni, tunisino (come gli altri due). I feriti sono stati portati a Cona. Inizialmente Shamim era cosciente, ma dopo essere stato medicato si è sentito male: è stato operato d’urgenza per un’emorragia. «Sono preoccupato - conclude Sofu - sono andato a trovarlo ma non è stato possibile vederlo. Prego per lui».

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