Masieri: Pd molto scorretto con me
L’ex assessore parla per la prima volta dopo l’esclusione dalla Giunta: non rinnoverò la tessera, con questi ho chiuso
FERRARA. Luciano Masieri non rinnoverà nel 2015 la tessera del Pd. L’ex assessore allo Sport e Decentramento è rimasto così disgustato dal trattamento che ha ricevuto dal suo partito che ha deciso di stare lontano dalla politica.
Legge sui giornali le vicende politiche e istituzionali, ma come lui stesso ammette, con un certo distacco, dovuto a tanta amarezza accumulata.
Masieri, cosa le ha dato più fastidio del suo avvicendamento in Giunta? «Sicuramente il metodo con cui mi hanno comunicato il siluramento, anzi a dire il vero l’ho appreso proprio dalla Nuova Ferrara, leggendo i giochi per la composizione della nuova Giunta e ho visto che non rientravo più nella squadra di governo. Nessuno all’interno del partito si era degnato di telefonarmi anche per tempo per dirmi che non facevo più parte dei piani, che il mio lavoro poteva considerarsi concluso».
Secondo lei cosa ha pesato in questa esclusione? Se lo sarà domandato più volte. «In effetti, non avendo ricevuto motivazioni, mi pare di capire che su questa scelta abbia pesato il fatto che io non sia un uomo di federazione e soprattutto sono uno che ha un lavoro, nel senso che non ha bisogno di far politica per campare. Il mio mandato è scaduto il 2 giugno e già il giorno successivo ho preso possesso della mia cattedra di docente di elettrotecnica presso l’Ipsia Ercole I d’Este di Ferrara. Posso vivere anche senza la politica».
Ma chi doveva dirglielo che non faceva più parte della Giunta? «Bella domanda. Dopo che ho letto la notizia sul vostro giornale, ho scambiato alcuni sms con il sindaco Tagliani, il quale mi ha detto che era stata una scelta del partito, legata a un piano di rinnovamento. Una persona vicina del mio circolo è andata a parlare con il segretario provinciale Paolo Calvano e lui si è giustificato dicendo che le scelte degli assessori spettano al sindaco. Insomma ho visto una specie di scaricabarile. Quello che non capisco è perché nessuno mi abbia detto nulla».
Nonostante l’invito, non ha partecipato al pranzo del sindaco per la rielezione... «Avevo appena ricevuto la notizia della mia esclusione e non ero nelle condizioni di spirito di festeggiare, mi creda, proprio per i motivi che lo ho detto prima».
Lei aveva presentato un piano sul decentramento, probabilmente sperava di essere confermato nella delega... «È vero, nei mesi scorsi avevo anche presentato un progetto sul decentramento, ma anche sullo sport avevo in cantiere ancora molte cose da fare».
Il suo malessere nei confronti del Pd deve essere forte se ha anche deciso di non partecipare attivamente come in passato alla festa del Pd di San Martino. «Sono rimasto profondamente deluso dal comportamento dei vertici del Pd nei miei confronti, per questo motivo non sono andato alla festa degli amici di San Martino. Ho subito una vera scorrettezza da parte del partito e non è facile dimenticare».
Come sta cercando di “disintossicarsi”? «Questa estate ho letto molto, ho fatto numerosi lavoretti e poi tornerò a fare il mio mestiere di insegnante. Certamente guarderò la politica sotto un’altra ottica».
Qualcuno potrà obiettare che questo sfogo arriva dopo che ha perso la poltrona. Perché prima, quando era assessore, tutto le andava bene nel Pd? «Non ho mai fatto polemica nei confronti di questa amministrazione, la mia critica è rivolta principalmente al Pd, a come è stata gestita tutta la vicenda dal partito e mi creda non sono stati per nulla corretti. Nel Pd ferrarese si pensa più agli interessi personali dei singoli piuttosto che agli interessi generali del partito stesso. La politica dovrebbe essere un servizio».
Ha intenzione di iscriversi a qualche altro partito? «Per il momento assolutamente no. In futuro vedremo. Ma al momento - ripeto - la politica la guardo con molto distacco».
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