L’uscita di Masieri decisa in tandem
Il Pd risponde all’ex assessore silurato dalla nuova giunta: «Tagliani e Calvano hanno scelto il rinnovamento»
Come nei migliori gialli dietro al mistero si nasconde più di una mano. L’esclusione di Luciano Masieri dalla compagine della nuova giunta comunale porta la firma di due persone: il segretario provinciale del Pd, Paolo Calvano, e il sindaco Tiziano Tagliani. La decisione è stata presa da entrambi sotto un’insegna comune, quella del «rinnovamento». A confermarlo è una nota stampa scritta in coppia da Renato Finco e Paolo Calvano, rispettivamente segretario comunale e provinciale del Partito democratico.
Calvano è stato tirato in ballo ieri sulla ‘Nuova’ da un’intervista dell’ex assessore comunale allo Sport, Luciano Masieri, silurato «in modo scorretto» perché, ha dichiarato Masieri al giornale, aveva saputo dalle pagine della ‘Nuova’ e non dal sindaco che il suo nome non era stato confermato, e perché quando aveva cercato di capire chi si assumeva la paternità della scelta politica aveva ricevuto risposte-scaricabarile, sia da Calvano che da Tagliani. Masieri ha annunciato anche che per questi motivi non rinnoverà la tessera del Pd.
Parole che non sono passate inosservate negli uffici della segreteria del principale partito di maggioranza. «Dispiace apprendere dall’articolo della Nuova Ferrara la decisione di Luciano Masieri di non voler rinnovare la tessera del Partito Democratico per il 2015 a seguito della mancata conferma in giunta da parte del sindaco Tiziano Tagliani - scrivono in tandem Calvano e Finco - Avendo per primo lui richiamato la necessità di una "politica che punti all'interesse generale e che sia vissuta come servizio", ricordiamo all’amico Luciano che il suo impegno nell’amministrazione comunale è stato in essere dal 2004, prima come consigliere comunale e poi come assessore allo Sport e al Decentramento fino a giugno 2014, un impegno di cui tutti hanno riconosciuto il valore».
Il massaggio, subito dopo, è chiaro: «Se politica è fare servizio non capiamo dove stia il problema. Una volta terminato il proprio compito si può ritornare a disposizione e si può continuare a fare politica anche lavorando nel proprio circolo». E se è vero che «il problema saliente del nostro tempo è la progressiva disaffezione alla politica» è anche vero che «non ci si deve sempre aspettare qualcosa in cambio» e «questo è un modo per ridare credibilità alla politica».
Il passaggio successivo risponde direttamente alle domande sollevate da Masieri: «Il rinnovamento avvenuto nell’attuale giunta comunale è una scelta strategica, voluta dal Pd e dal sindaco senza nessuna costrizione dell'uno nei confronti dell'altro, scelta che ha comportato anche decisioni non facili e magari dolorose, come ampiamente discusso in diversi incontri di partito, ai quali, ci preme ricordare, è bene partecipare, anziché affidare alla stampa le proprie esternazioni». Si è agito, cioè, «nell’ottica di dare forza all'azione politica e amministrativa del secondo mandato di Tiziano Tagliani, non certamente per risolvere i problemi personali di qualcuno».
L’invito finale è ambivalente: da una parte si chiede all’ex assessore di «ripensarci» (in pratica di rientrare nel Pd), dall’altra si ricorda e si osserva che la politica è «da intendersi come servizio agli altri e non solo come soddisfazione di ambizioni personali». Dolce e amaro, per non sbagliare.
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