«Macché recinti, va cambiata la testa»
Don Zanella (direttore ufficio tecnico della diocesi): occorre migliorare l’arredo urbano. In Comune ancora nessun progetto per uno sbarramento a tempo davanti alla cattedrale
FERRARA. Liscia, gassata o... ferrarese? Ancora non è dato sapere il tipo di recinzione mobile che dovrà essere installata in piazza Cattedrale durante la movida per impedire che la gente vada a deturpare la zona antistante il duomo.
Se ne parla da tempo, dicono gli interessati, ma ancora il progetto è in itinere. «Al momento - dichiara l’ingegnere capo del Comune , Luca Capozzi - non c’è ancora nessun progetto in atto per la costruzione di una simile struttura. Abbiamo avuto un input dalla curia arcivescovile per valutare una tale opportunità, ma bisognerà studiare nel dettaglio e molto bene cosa si vuole fare.
Occorrerà decidere, anche se ancora non sono chiari i tempi, che tipo di sbarramento mettere e soprattutto cercare di evitare che qualcuno si possa fare male una volta installata la struttura. Stiamo cercando quindi di capire l’ intervento più opportuno, in accordo anche con la curia e la sovrintendenza, per delimitare questo spazio. Non dimentichiamo anche che va considerato il problema del montaggio e dello smontaggio visto che dovrebbe trattarsi di una struttura mobile e non fissa».
Anche in diocesi, in questa fase agostana, prevale un prudenziale «vedremo» sul tipo di intervento che verrà attuato per proteggere le scalinate del duomo. «Sono al corrente che c’è stato nei mesi scorsi un incontro per mettere a punto i dettagli per migliorare l’arredo urbanistico - dichiara l’arcivescovo monsignor Negri - mi pare di capire che c’è la volontà di fare qualcosa per arginare il deturpamento della piazza, soprattutto davanti alla cattedrale, fenomeno che avevo denunciato lo scorso anno».
«Il progetto - aggiunge don Massimo Manservigi, addetto stampa della diocesi - non vuole essere contro nessuno, ma è per dare un segnale di rispetto nei confronti di un monumento importante per la città come il duomo».
Ma tra le voci della diocesi emerge anche la riflessione di don Stefano Zanella, direttore dell’ufficio tecnico diocesano, che pone anche un problema di mentalità al quale tutti sono chiamati a contribuire per migliorare la situazione.
«Il problema del decoro in centro - dichiara don Zanella - non lo si risolve con una transenna o uno sbarramento per poche ore davanti alla cattedrale. Bisogna rendersi conto che occorre cambiare in meglio la mentalità della gente che frequenta la movida e creare occasione per migliorarla. Dobbiamo ringraziare il vescovo Negri che ha posto in maniera chiara un problema reale e adesso anche i fatti gli stanno dando ragione, pure i commercianti hanno iniziato a lamentarsi per lo sporco e il degrado. Purtroppo devo constatare che è stato fatto davvero poco nell’ultimo anno per rendere la movida più civile. Il famoso regolamento, tanto sbandierato, non ha risolto in pratica il problema. Non si è fatto molto, mancano cestini e contenitori che possano in parte impedire lo scempio incivile a cui si assiste al mercoledì sera. Oltre a soluzione pratiche che sono allo studio, le istituzione si devono impegnare a debellare gli episodi di inciviltà che si assistono in certe nottate».
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