La Nuova Ferrara

Ferrara

Separazioni improponibili e impossibili (anche la barriera laser)

ATRIO Nel Medioevo il problema dello schiamazzo diurno e notturno e della sosta indesiderata davanti ai luoghi di culto era risolto con l’atrium. Cioè il grande porticato o vestibolo che separava la...

2 MINUTI DI LETTURA





ATRIO

Nel Medioevo il problema dello schiamazzo diurno e notturno e della sosta indesiderata davanti ai luoghi di culto era risolto con l’atrium. Cioè il grande porticato o vestibolo che separava la città dall’ingresso alla chiesa: una sorta di cuscinetto e camera di decompressione tra il “secolo” e il sacro.

LEONI

Sempre nell’età di mezzo i leoni stilofori, cioè i felini scolpiti nel marmo che sorreggevano gli elementi del portale d’accesso alle chiese, avevano un compito anche di dissuasione per i malintenzionati o i disordinati. Ma è cambiata la mentalità. Il timor di Dio è un’altra cosa. Oggi le belve ferraresi sono diventati i familiari leoni a dondolo.

CANCELLI

Molte chiese nel passato e residualmente nel presente hanno marcato l’area di rispetto davanti e intorno con la realizzazione di muraglie o di cancelli, estinguendo però in questo modo l’interessante affermazione che il sagrato è il prolungamento della cattedrale (nel caso nostro).

FISSO O MOBILE

Qualsiasi intervento strutturale, fisso o mobile, oggi interferirebbe con il duomo, la piazza, dunque l’assetto urbano, che tra l’altro è stato appena ri-fissato con il rifacimento del selciato e un nuovo impianto d’illumazione sul fianco e sulla facciata.

TRANSENNE

Un’ipotesi serpeggiante sarebbe quella di montare e smontare per ogni movida una serie di transenne, a ricalco della zona di giurisdizione della diocesi. Gran lavoro. Squadre specializzate. Dispendio di energie. Risultati zero.

CATENA

Un’altra idea che vaga è quella di chiudere l’ingresso al cosiddetto vascone con un’ulteriore e definitiva catena retta da un paio di pilastrini. Chiudere si fa per dire. Perché una catena non impedirebbe l’accesso, anzi, rappresenterebbe un inciampo, una barriera architettonica, e anche - scriviamolo - un invito al salto.

INFERRIATA

Una barriera alta, mobile in metallo, anche se leggera per forma e peso specifico, sarebbe fuori posto per la solita questione del paesaggio e dell’architettura e complicata da montare e smontare. Sarebbe come la circense gabbia dei leoni. Dunque anche un invito ad entrarci.

TELI TRASPARENTI

Pare che qualcuno, certamente non addetto ai lavori, abbia immaginato l’installazione al bisogno di quei teli traforati da cantiere, però trasparenti. Così la piazza si trasformerebbe in un teatrino. A questo punto fra le ipotesi mancherebbe solo la barriera laser.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google