Bagni contro la scuola «Riapritela a ottobre»
L’assessore Bianchi: per quest’anno è tardi. Ma il confronto si riaccende
LIDO ESTENSI. Le condizioni meteo, ormai è un dato acquisito, hanno rovinato e stanno rovinando la stagione balneare (e turistica, più in generale). Dal centro-nord Italia si sono alzate voci, proposte, richieste, per tentare di porre rimedio. La prima, rimbalzata dalla Versilia e Pesaro, è stata quella di rinviare l’inizio dell’anno scolastico, con il sindaco di Forte dei Marmi che ha anche scritto al ministro, ma Stefania Giannini ha risposto picche, spiegando che «potrebbe entrare in contrasto con gli impegni delle famiglie, nostre vere interlocutrici, dove spesso entrambi i genitori sono impegnati al lavoro». Una risposta che ha suscitato fastidio negli stessi insegnanti, che hanno visto il ruolo della scuola degradato a parcheggio dei figli. La competenza del calendario scolastico, tuttavia, è regionale, quindi è a Patrizio Bianchi che abbiamo sollecitato una presa di posizione: «Per quest’anno - ha spiegato l’assessore - è da escludersi, la macchina scolastica è molto complessa, non si può intervenire in tempi così brevi. Inoltre, anche dal punto di vista tecnico, sarebbe molto complicato: l’Emilia Romagna ha stabilito con un atto normativo di iniziare sempre l’anno scolastico il 15 settembre. In ogni caso - chiosa Bianchi - non abbiamo ricevuto richieste in tal senso, nemmeno l’assessore al turismo me ne ha fatto cenno, la questione non è all’ordine del giorno».
Dunque, su questo versante il dibattito si potrà riaprire solo in ottica di lungo termine, non per l’immediato.
Cos’hanno fatto altrove? La Regione Toscana pare determinata a prolungare la stagione balneare di un mese, sino al 15 ottobre, scommettendo sul bel tempo (ma le previsioni a lungo termine, si sa, non sono affatto affidabili). Il problema, da noi, non si pone in questi termini: l’Emilia Romagna, infatti, già nell’ordinanza dello scorso aprile ha fissato il termine della stagione a domenica 5 ottobre. Il punto, semmai, è se il sistema ricettivo della costa comacchiese rimarrà attivo sino a quella scadenza e, anche se lo sarà (certamente in forma ridotta), se ci saranno vacanzieri ad approdare sui sette Lidi.
«Mai avuto problemi per le aperture prolungate - afferma Nicola Bocchimpani, che rappresenta gli stabilimenti balneari dei Lidi Nazioni, Scacchi e Pomposa -, però molti esercenti dei Bagni chiuderanno con l’inizio della scuola. Io terrò aperto, ma sono di Lido Pomposa, il mio caso è particolare. I più, invece, fanno altre considerazioni: per l’ufficio delle entrate, ad esempio, più giorni di apertura significano maggior reddito e se il reddito non arriva... Purtroppo siamo località prettamente balneari, non ci sono circuiti forti per destagionalizzare. Certo, c’è la sagra dell’anguilla che è stata anticipata e inizierà l’ultimo weekend di settembre, ma non basta. In Romagna arrivano i russi in aereo, noi non abbiamo nemmeno i mezzi di trasporto... Quando si “riaccendono” le città, per noi si spegne la luce: lavoriamo con il residenziale, se aprono le scuole anche i nonni rientrano, perché contribuiscono alla gestione dei bambini in città. L’unica possibilità - chiude Bocchimpani - sarebbe proprio riportare l’inizio delle scuole al primo ottobre. Può essere un input, non un traino: poi bisognerebbe attirare la gente con manifestazioni ed eventi».
D’accordo anche Luca Callegarini, a nome degli stabilimenti balneari di Lido Volano: «Siamo in balia del calendario scolastico - spiega - ma cambiarlo adesso non servirebbe. Ormai, chi doveva fare le ferie le ha fatte, le aveva programmate per tempo. E poi non abbiamo turisti abituati a temperature diverse da quelle estive, salvo chi si rivolge ai campeggi. Rimane il problema di una stagione disastrosa e per la quale non ci saranno risarcimenti: proveremo a chiedere il rinvio o il dilazionamento del pagamento dei canoni demaniali».
«Avere 15 giorni in più - conferma anche Marco Magnani per gli stabilimenti di Estensi e Spina - sarebbe una manna: a settembre c’è stato sempre bel tempo negli ultimi anni, la vacanza costerebbe meno, nonni e nipotini potrebbero rimanere qui. Io tengo comunque aperto sino alla fine di settembre, ma i primi due weekend lavoro, poi arrivano clienti solo la domenica e vanno anche via presto, visto che il giorno dopo c’è la scuola. Basterebbe abolire tutti i ponti invernali e il numero di giorni dell’anno scolastico non cambierebbe».
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